Zucca delle mie brame

E’ disprezzata nei modi di dire ma è buona da mangiare in mille modi, fa bene a intestino e stomaco, alla pelle e nelle malattie da raffreddamento, combatte le infiammazioni, è diuretica. Come si fa a restarne senza?

di Clara Litti

Anni fa una zia intrufolò nel nostro frigo un vasetto di vetro pieno di una roba gelatinosa arancione fosforescente. La definì una “marmellata” di zucca. Nessuno ha mai avuto il coraggio di assaggiarla, anche se ci siamo riproposti più volte di farlo. Così è diventata un fantasma del frigorifero, cioè una di quelle cose che restano lì per mesi senza essere né mangiate né buttate. “Domani la mangiamo con il pane bruscato”, assicurava mia madre. Poi, invariabilmente, c’era sempre qualcos’altro e si rimandava. Ogni volta che aprivamo il frigorifero il vasetto era lì, in primissimo piano, una specie di monito, un rimprovero colorato e silenzioso. Tanto che quando in famiglia si accennava a un possibile spreco di qualcosa si diceva “non facciamogli fare la fine della marmellata di zucca”. Ci sono quasi diventata adulta con quel vasetto arancione in frigo.

Il primo anno che ho cominciato ad apprezzarla ero talmente terrorizzata al pensiero di rimanere senza, tanto da andare al mercato, acquistarne due giganti a settimana e congelarle come se non ci fosse un domani. In realtà il clou della zucca è da ottobre a dicembre, ma fortunatamente può imperversare sulle nostre tavole almeno fino a marzo. O fino a che si è stanchi di mangiarla.

In genere è la famiglia che costringe i figli ad assaggiare e a nutrirsi anche di vegetali e frutti poco invitanti. Nel mio caso, ho dovuto obbligare la mia famiglia quantomeno ad assaggiarla. La nonna era più che diffidente perché “la zucca si dava da mangiare ai maiali”.

Si è ricreduta non appena le abbiamo messo nel piatto una bella fetta di zucca infarinata e fritta con un pizzico di sale. In effetti qualunque cosa tuffata in olio bollente si trasforma, anche una scarpa se la friggi potrebbe quasi diventare commestibile.

Ma il fritto si può mangiare ogni tanto, non può diventare il modo quotidiano di consumare i cibi meno graditi al palato. Purtroppo il benessere del nostro fegato spesso è inversamente proporzionale  alla squisitezza dei cibi. O forse dovrei dire all’eccesso di elaborazione dei cibi.

Siamo talmente abituati ad “arricchire” che abbiamo dimenticato di gustarci il sapore reale delle cose. La zucca mi ha insegnato a farlo di nuovo.

Le mie primissime zuppe di zucca erano gialle di patate e bianche di parmigiano, che mettevo in abbondanza per coprire quel sapore dolciastro e un po’ inutile che mi sembrava avesse la zucca. Cominciare a mangiarla si, ma senza esagerare. In fondo era una delle cose che detestavo di più in assoluto.

Non è bellissimo cambiare idea??

Adesso è già troppo se nella mia soup di zucca ci va a finire una patata intera, e solo per legare il tutto: infatti le zuppe che preparo sono tutte di un arancione brillante perché una volta apprezzata al naturale non la molli più. O almeno questo è ciò che è successo a me.

Chi scrive è passata da zero assoluto a una zucca di svariati kg a settimana.

Intestino e stomaco ringraziano sentitamente.

La zucca più celebre conosciuta in letteratura è quella della Cenerentola di Charles Perrault, una fiaba che è anche allegoria di una rinascita o di un passaggio dagli inferi al cielo, dalla luna nera alla luna piena.

Cosa che riflette in pieno il simbolismo della zucca, considerata da sempre e da tutti legata alla resurrezione dei morti, tanto che nelle antiche tombe del Wurttenberg, in Germania, si sono trovate noci, nocciole e zucche, considerate eccellenti viatici per rinascere, salire in cielo.

Non a caso, si utilizzano zucche eviscerate e intagliate per dare vita alle mostruose teste illuminate di Halloween, per una notte di paura, urla e terrificanti zuccheri raffinati travestiti da teschi.

La parola viene dalla contrazione della frase “All Hallows Eve”, cioè la notte di Ogni Santi, ricorrenza cristiana la cui data coincide con una ben più antica tradizione dell’Irlanda dei Celti, in cui non sono i santi ad essere celebrati ma i morti che ritornano.

Chi avrà ragione? Non ci interessa. Halloween ormai ce lo siamo lasciato alle spalle ma la zucca per fortuna no.

Zucconi

In Europa la zucca tonda ha evocato la testa umana e ancora oggi resistono i vari detti come “zucca pelata”, “ha battuto la zucca” o il meno edificante “avere la zucca vuota”. Di una persona un po’ dura di comprendonio si dice che “è uno zuccone”. Di zucconi ne abbiamo in abbondanza qui in Italia, alcuni parlano, altri scrivono ma purtroppo i più fanno politica.

L’altro detto famoso invece, “avere sale in zucca” pare derivi da un’antica usanza di conservare il sale in una zucca svuotata ed essiccata, tipica delle famiglie contadine più povere.

Tendenzialmente, quando assaggiamo un cibo, ad esempio una marmellata, e diciamo che “sa di zucca”, non stiamo facendo un complimento al cuoco ma gli stiamo dicendo che è insipida, che un bicchiere d’acqua ha più sapore. Le connotazioni e i riferimenti quindi non sono troppo lusinghieri.

Come ciliegina sulla torta mi sembra doveroso riportare che, oltretutto, la zucca è ricca di acido citrullico, che nonostante le apparenze non fa diventare meno intelligenti 😉 in realtà la parola viene dall’italianizzazione del termine francese citrouille, che significa appunto zucca.

Citrullo è una variante dialettale della parola cetriolo, inteso come sciocco, babbeo.

E comunque cetrioli e zucche fanno parte della stessa famiglia botanica, le Cucurbitacee, tra cui troviamo anche il cocomero e il melone. Ce ne sono per tutte le stagioni.

Un valido alleato

La fama di insipidità della zucca nasce probabilmente dalla sua povertà di grassi e zuccheri, che apparentemente la rendono poco appetibile (cosa assolutamente non vera) ma estremamente adatta alle diete e ai diabetici. Pensate che 100 grammi di zucca si portano dietro un fardello di sole 17 calorie. Provate a pensare a 100 grammi di porchetta o di cioccolato al latte, che probabilmente 17 calorie le conterranno al microgrammo!!

Di contro, è estremamente ricca di elementi niente male per la stagione in corso. E’ una buona fonte di acido salicilico, contenuto anche nell’aspirina e dagli indiscussi effetti su una vasta gamma di disturbi, soprattutto quelli legati a influenze e raffreddori.

Dosi elevate di betacarotene e vitamina C (ne possiede quasi quanto l’arancia) ne fanno un valido alleato per la pelle e i malanni di stagione…anche se la vitamina C è termolabile e per essere assimilata andrebbe mangiata cruda. Per chi la gradisce, un ottimo carpaccio di zucca a fettine sottilissime e condita con olio e sale sarebbe l’ideale per non perdersi nulla.

Il betacarotene è il precursore della vitamina A che pare risulti migliore della stessa per l’organismo: se nel corpo circolano quantità elevate di betacarotene il nostro sistema è in grado di utilizzare quello che serve e liberarsi senza problemi dell’eccesso. Se invece circola già in forma di vitamina A, l’organismo non potrà espellere il surplus che andrà ad accumularsi nel fegato e in altri organi dove farà i suoi bravi danni perché come ormai sappiamo, l’eccesso di retinolo (altro nome della preziosa vitamina A) è estremamente tossico.

Gli alimenti proteici, pesce, carne e latticini, contengo soprattutto retinolo mentre i vegetali ci regalano il betacarotene, responsabile anche della vistosa colorazione giallo/arancio e meno pericoloso ad alte concentrazioni, come abbiamo visto. La natura è sempre dalla parte dell’uomo e difende la sua esistenza. Ogni tanto sarebbe carino che l’uomo ricambiasse.

La zucca è soprattutto un ottimo rimedio multiuso per l’apparato gastrointestinale. Provatela se soffrite di stipsi o più genericamente se “state male di stomaco”. Le sue azioni sul processo digestivo sono diverse: l’alto contenuto di fibre e acqua assicura la pulizia delle pareti intestinali, mentre la presenza di mucillagini garantisce una mucosa sana e contemporaneamente agisce sulle feci rendendole “soffici” e facilitandone l’espulsione. Ricordiamo che i nutrienti dell’organismo vengono assimilati dalle pareti dell’intestino tenue; la mucosa protegge queste pareti e le mantiene in grado di svolgere il loro fondamentale lavoro al meglio, in una parola di trarre il massimo da ciò che mangiamo. Non è poco.

A questo si aggiungono proprietà sazianti e diuretiche, sempre utili in caso di controllo del peso.

Contiene inoltre vitamine del gruppo B e sali di potassio, fosforo, ferro e zinco.

La polpa di zucca cotta, schiacciata e applicata sulla pelle è in grado di lenire infiammazioni e scottature. E’ anche un’ottima maschera per il viso, nutriente e rivitalizzante.

Per i suoi semi (che tostati diventano i famosi bruscolini) andrebbe aperto un capitolo a parte ma la loro azione più importante è quella dipotente vermifugo: è un rimedio acclarato contro la tenia e altri ascaridi con il non trascurabile vantaggio di essere completamente privo di tossicità, cosa che non si può certo dire degli altri vermifughi in circolazione, tanto che lo si somministra anche a bambini molto piccoli.

In cucina

In cucina la potete utilizzare dall’antipasto al dolce, c’è solo da scegliere. O metodicamente si può  provarle tutte .La zuppa è una delle più semplici e gettonate. Io la preparo con un paio di cipolle, zucca a tocchi, brodo vegetale e una generosa aggiunta di salvia, che ci sta ancora meglio del rosmarino. O se vi piacciono le aromatiche potete osare dei mix a gusto personale.

Anche il ripieno di una torta salata con zucca e provola non vi farà sfigurare per una cena o un brunch. Per non parlare della torta di zucca e amaretti…si potrebbe anche non finire mai!

Ma quella che preferisco è una delle ricette più “citrulle”, se mi passate il termine, nonché una delle più buone in assoluto: tagliata a cubetti e cotta in padella con aglio, olio, sale e abbondante peperoncino. Mi raccomando fategli fare la crosticina. E’ deliziosa.

Non dimenticatela al forno con le patate… o nell’impasto degli gnocchi, magari gratinati al forno con fiocchi di fontina…oppure…in un altro miliardo di modi!

Sembrava un alimento umile e insipido ma ci ha riservato delle sorprese. Proprio come ha fatto con Cenerentola.

Clara Litti, naturopata, si occupa di medicine naturali, erboristeria, oli essenziali, floriterapia, psicosomatica, medicina indiana e cinese.

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