Ilha de Moçambique, paradiso perduto

Ilha de Moçambique, un amalgama di etnie diverse, unite dalla cultura swahili, rende questa striscia di terra uno spazio prezioso di immagini e pensieri perduti nel tempo. E l’Unesco ha proclamato patrimonio dell’umanità la sua bellezza unica.

di Giacomo Cozzolino

Ilha de Moçambique rappresenta uno dei luoghi più originali del Mozambico. Ad ogni angolo, si può scorgere un pezzo dei 5 secoli di storia che si sono susseguiti da quando divenne,dopo la sua scoperta da parte di Vasco de Gama nel 1498, possedimento portoghese,.

Situata nella Provincia di Nampula, nel nord del Mozambico, Ilha è una striscia di terra lunga 3 km e larga, nel suo punto più ampio, circa 500 metri. Prima porto e citta araba, dal sedicesimo secolo èstata capitale della Colonia Portoghese dell’Africa Est fino al 1898, quando venne spostata a Lourenço Marques (l’attuale Maputo).

Unica per la sua bellezza unica, la sua storia, il ricco patrimonio culturale e architettonico, è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. Ilha merita una tappa di qualsiasi viaggio in Mozambico anche per il suo mare turcheseorlato da spiagge deserte, di sabbia chiarissima e per la cultura, gli usi e i costumi della popolazione locale.

Gli abitanti, dediti principalmente alla pesca, al commercio informale e all’agricoltura di sussistenza praticata nella zona costiera di fronte l’Isola, sono un amalgama di Africani ed Arabi e, secondariamente, Indiani e Portoghesi.

Nei loro occhi, sulla loro pelle, nei gesti e nelle parole, portano il prezioso bagaglio della secolare cultura swahili.

Tale ricchezza e diversità culturale si riflette anche nell’urbanistica e nell’architettura di Ilha: la parte nord (Cidade de Pedra), dove sono presenti i principali monumenti e che rappresenta il cuore amministrativo e commerciale dell’antica Capitale, è dominata da abitazioni in terra e pietra, con architetture coloniali, arabe e swahili, mentre la parte sud (Cidade de Macuti) è un villaggio di capanne dai tetti di foglie di palma.

I principali monumenti di Ilha sono la fortezza di SãoSebastião, in stato di abbandono, che domina la punta nord dell’Isola, il Palazzo de São Paulo, una ben conservata struttura di architettura coloniale portoghese, con un interessante allestimento museale, le chiese della Misericordia, di Santo Antonio e di Nossa Senhora de Baluarte.

spiaggia di Goa

Partendo da Ilha si può fare un escursione in dhow, la barca a vela tradizionale, verso l’Isola di Goa o le spiagge della Cabeceira grande o della Cabeceirapequena, situate sulla terra ferma. Veleggiare in dhow è un’esperienza emozionante e fuori dal tempo: non si usa nessun tipo di strumentazione elettronica o meccanica, né motori o altro che sia stato inventato negli ultimi 100 anni. La vela è issata naturalmente a braccia e la navigazione è lenta e silenziosa. E questa lentezza, e questo silenzio, fanno parte del modo di vivere dei marinai locali: ogni loro movimento è lento, quanto quello della barca spinta dal vento e scarrocciata dal mare; ed ogni loro parola è quasi bisbigliata, come fosse una forma di rispetto verso i suoni della natura e del mare. A Goa si è accolti dall’unico abitante, il guardiano del faro, e da alcuni pescatori giunti da Ilha. Le bianche spiagge di Goa ed il suo mare verde smeraldo meritano sicuramente una tappa.

La cucina locale è anch’essa molto interessante e qui è possibile gustare piatti prelibati, particolari ed economici: grigliate di pesce o aragosta o piatti tradizionali mozambicani come la matapa, che a Ilhaviene preparata usando le alghe.

AdIlha c’è sempre qualcosa da fare e da vedere e, comunque, vale ore e chilometri di viaggio l’opportunità di ritrovare immagini e pensieri perduti nel tempo passato.

Le foto sono di Giacomo Cozzolino

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