La nuova vita del Ciuffolotto delle Azzorre

Riprestinare l’habitat originario ha salvato la specie, con il coinvolgimento della popolazione locale. Il successo del Life Project Lands of Priolo

di Ana Mendonça (traduzione F. Fantera)

L’Arcipelago delle Azzorre, al centro dell’Oceano Atlantico, si compone di nove isole ciascuna con le sue caratteristiche. L’isola più grande, Sao Miguel nota come l’Isola Verde, consente la possibilità di incontrare il ciuffolotto delle Azzorre (in portoghese, priolo). Questo uccello (Pyrrhula murina) è uno dei passeriformi più rari d’Europa e si trova unicamente nella parte montagnosa ad est dell’isola,dunque  una  specie endemica di Sao Miguel. Oggi le municipalità di Povoacao e Nordeste due province a est dell’isola sono conosciute come le Terre del ciuffolotto proprio per l’esistenza di questo simpatico pennuto.

La storia del ciuffolotto delle Azzorre non è nuova ed inizia nel quindicesimo secolo con la scoperta e la colonizzazione dell’arcipelago. Poco dopo iniziano i primi mutamenti, inizialmente con lentezza poi sempre più evidenti. Il paesaggio, una volta verde e popolato di foreste di alloro viene modificato più volte. Così avviene nel diciottesimo  secolo con l’introduzione della coltivazione delle arance, un importante  prodotto da esportazione, e più recentemente con l’introduzione di diverse specie vegetali  nei boschi di cedro giapponese (Cryptomeria japonica), quest’ultimo importato nelle Azzorre per le produzione di legname, per uso agricolo e per abbellire le aree urbane.

La riduzione dell’habitat del ciuffolotto, in particolare le foreste di alloro, è una delle principali ragioni della diminuizione degli esemplari fin quasi all’estinzione ma anche la cattura ha giocato un ruolo importante  in quanto questo passeriforme era visto come un flagello dagli agricoltori oppure veniva catturato a scopo di raccolta per i  musei di scienze naturali di tutto il mondo. La minaccia più recente può essere considerata l’introduzione di specie esotiche animali o vegetali, giunte alle Azzorre  per vari motivi. Tra queste possiamo prendere in considerazione il bel Hedychium gardneranium  importato dall’Himalaya come pianta ornamentale che colora di giallo le scarpate delle Azzorre nei mesi estivi, segno evidente di come l’habitat sia cambiato nel tempo. Questo giglio è solo un esempio delle molte specie invasive che minacciano la presenza di un piccolo uccello di soli 15 centimetri, nella competizione vegetale per le risorse necessarie alla sua dieta alimentare.

Tutti coloro che sono alla ricerca del ciuffolotto delle Azzorre, inevitabilmente approdano al Centro Ambiental do Priolo, nella provincia del Nordeste. Il Centro Ambiental è un piccolo spazio gestito dalla SPEA ( Società portoghese per la protezione degli uccelli), una ONG che provvede allo studio e alla protezione degli uccelli nei loro habitat in Portogallo. Qui i visitatori possono conoscere la storia del ciuffolotto, gli sforzi compiuti per la sua conservazione e i molti successi raggiunti durante 13 anni di duro lavoro. Il team della SPEA nelle Azzorre lavora per ristabilire l’habitat originario rimuovendo le specie esotiche invasive e ripopolando queste aree con specie vegetali endemiche. Molte di queste vengono coltivate nei vivai  del LIFE Project Lands of Priolo e ben 180.000 esemplari sono stati reintrodotti nelle belle terre della Serra di Tronqueira, le montagne simbolo dove avviene il maggior numero di avvistamenti. Queste piante forniscono nutrimento a ciuffolotti giovani e adulti che possono così contare sui boschi di alloro per sopravvivere, nutrirsi e trovare riparo

Nel Centro Ambiental do Priolo  si può comprendere quanto la fiolosofia del coinvolgimento dei cittadini sia parte integrante del progetto attraverso attività e azioni di volontariato volte a integrare in tutte le iniziative la popolazione locale, in particolare i giovani. Un esempio positivo è l’Atlante del ciuffolotto, un evento che si ripete ogni quattro anni e ha raccolto oltre 150 volontari  provenienti da tutti i continenti  volati sin nelle Azzorre per aiutare la SPEA a contare i ciuffolotti in una sola mattina  nell’area protetta  di Pico da Vara / Ribeira do Guilherme. Questo tipo di monitoraggio insieme agli altri portati avanti annualmente dagli esperti della SPEA ha portato nel 2015  la stima del numero di esemplari a 1301, un numero ben maggiore delle sole 200 coppie di ciuffolotti stimate nel 2003 all’inizio del LIFE Project.

Altri effetti positivi del Progetto sono stati registrati nelle piccolo aree rurali delle Terre del Ciuffolotto. Sono stati creati nuovi posti di lavoro, l’economia locale è cresciuta con opportunità di lavoro a tempo pieno oltre alla ricaduta degli investimenti del progetto  sull’economia regionale.

L’incremento del turismo nell’arcipelago è  sulle prime pagine di tutti i giornali azorriani e lo si può ben vedere ascoltaldo le molte lingue parlate nelle piccole e pittoresche strade di Povacao e Nordeste, i maggiori  centri della provincia. Non è difficile distinguere i turisti  armati di binocolo e pedule alla ricerca del segreto nascosto di Sao Miguel, il ciuffolotto delle Azzorre.

La SPEA in questo modo favorisce anche il turismo sostenibile incrementando il numero   dei visitatori desiderosi di osservare il ciuffolotto. A questo scopo è stato creato un marchio Priolo per coinvolgere e aggregare gli operatori turistici e gli imprenditori delle Lands of Priolo per meglio sviluppare le loro economie con una comune intenzione: la conservazione e la sostenibilità del patrimonio naturale.

Il ciuffolotto  delle Azzorre  è diffuso e promosso internazionalmente come una specie unica e un esempio positivo di conservazione. Ma i benefici reali superano di gran lunga la conservazione della specie; salvaguardare il ciuffolotto non significa unicamente preservare le piante e gli animali che ne condividono l’habitat, ma anche conservare una parte dello stile di vita delle Azzorre e del welfare delle popolazioni locali. Questa è la promessa che il piccolo, simpatico uccellino che si trova solo nelle Azzorre offre a tutti i visitatori. Più di un volatile, un pensiero che risplende nel sorriso degli azorriani;  e se chiedete  loro dove poter andare a vedere i ciuffolotti  essi risponderanno : “Vai a chiedere a  quelli del ciuffolotto, quelli della SPEA”.

foto di Daniel Jareño

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