Curare gli alberi

Nel primo incontro del manager in giardino, abbiamo cercato di chiarirci le idee su cosa vogliamo fare. E’ molto importante perché ciò determina il livello di impegno fisico e di tempo, e naturalmente anche economico.

Inquadrato il nostro ambito, vediamo allora le competenze distintive: in particolare parleremo di alberi.

  • Potatura
  • Concimazione
  • Trattamenti
  • Propagazione
  • Cure particolari

Come in tutte le attività umane ci sono cose che si riescono a fare direttamente, altre che invece bisogna far fare a qualcun altro. E così si corre il rischio di affidarsi “bovinamente” a qualcuno senza avere la possibilità di capire cosa fa né di influire sui destini della tua proprietà: un Project Manager non se lo può permettere, perderebbe il controllo. Ecco dunque qualche piccola idea che vi aiuterà nella gestione.

Potatura

La potatura va adattata alle aspettative di raccolta. Nell’ anno in cui gli olivi dovrebbero produrre molto (alternanza della produzione), mi limiterò ad una potatura leggera, senza togliere rami da cui posso aspettarmi un buon raccolto. Invece negli anni “di scarica” farò interventi di formazione tipo tirar via un ramo per dare spazio ad un altro, sbassare i rami più alti, e così via.

Ma vediamo le cose da fare con gli olivi e attenti alla terminologia…

  • Pulizia all’ interno del cono, in modo che passi la luce e circoli l’ aria evitando ristagno di umidità e muffe
  • Eliminare i polloni, cioè i rametti che spuntano da terra o dalla parte bassa del tronco
  • Eliminare i succhioni cioè i rametti che nascono sopra ai rami principali e vanno verso l’ alto: prima o poi riempirebbero il cono. Possono essere piegati in basso verso l’ esterno finché sono piccoli, in modo che si “ingentiliscano” trasformandosi in fronde fruttifere.
  • Pulire le fronde fruttifere in modo che la raccolta risulti più agevole. Le fronde nuove tendono a crescere all’ esterno delle vecchie, mentre queste all’ interno tendono a seccare e vanno quindi eliminate, in modo da lasciarne non più di tre ordini sovrapposti. Si vede molto meglio stando all’ interno della chioma, con le spalle al tronco.
  • Dare forma ai rami portanti, che non vadano troppo in fuori per non rischiare di rompersi. Si lascia sviluppare un succhione e, quando questo è in produzione, si elimina la parte vecchia che va in fuori. E’ molto bello guardare un olivo e cercare di capire che cosa aveva in testa chi l’ ha potato.

Quanto alla tecnica di potatura, attenzione ad usare seghetti o cesoie bene affilati e disinfettati, a tagliare i rametti il più vicino possibile alla base e con superficie di taglio verticale (per non far ristagnare l’ acqua piovana sul taglio). Usare sempre la tecnica della potatura di ritorno, cioè risalire dalle punte dei rami tagliando a valle di una biforcazione.

Gli stessi princìpi degli olivi si possono applicare in linea di massima a molti altri alberi da frutto. Ma con  attenzione perché ogni tipo di albero richiede potature diverse e conviene rivolgersi ad un esperto e imparare da lui il più possibile.

Concimazione

La concimazione. Useremo qui la tecnica delle FAQ – Frequently Asked Questions, cioè domande e risposte frequenti:

Quando si concima? A cavallo della ripresa vegetativa dopo l’ inverno.

Con quali prodotti e in quali quantità? Beh qui o si diventa esperti o ancora una volta se non si vuole sbagliare conviene sentirne uno. Un negozio di agraria è spesso competente a dare buone indicazioni e fornire i prodotti necessari.

Conviene zappettare il terreno attorno agli alberi prima di concimare? In generale si tende a non farlo per risparmio di tempo. E poi ci sono concimi “misto organici” che rilasciano lentamente le sostanze nutrienti, assicurando la penetrazione nel terreno anche senza zappettare.

Trattamenti

Trattamenti, argomento delicato perché pieno di implicazioni per l’ ambiente oltre che per la qualità dei frutti.

Qualche medicina bisogna pur dargliela a questi nostri alberi. Io ho fatto la prova di non farlo, ma poi mi veniva la frutta bacata ed ero costretto ad andarla a comprare al supermercato e chissà cosa c’ era dentro…

L’ importante è non esagerare e rispettare i periodi di fioritura per non nuocere agli insetti utili per l’ impollinazione. E’ così bello vedere api e calabroni ronzare attorno ai fiori dei peschi, non si può rischiare di sterminarli con un uso incorretto di uno strumento di per sé utile.

I primi trattamenti vanno fatti in inverno, sul legno ossia quando le foglie ci hanno salutato e l’ albero va a dormire. Soprattutto peschi ed affini (noci peschi) vanno trattati per prevenire la bolla del pesco.

Poi da primavera si parte con trattamenti periodici a base di insetticidi e fungicidi. Quali e in quali dosi varia molto da caso a caso, meglio rivolgersi anche qui al nostro negozio di agraria di fiducia.

Propagazione

La propagazione degli alberi: qui si apre un mondo di sperimentazioni interessanti.

Come dice la canzone, per fare un albero ci vuole un seme… però in pratica si preferiscono altre tecniche perché dal seme può venire un albero che tende ad inselvatichirsi.

La talea è praticata con piante piccole e da fiore: consiste nel recidere un ramo, metterne l’ estremità in acqua per un po’ di tempo per far venir fuori le radici e poi trapiantare la talea. L’ uso di ormoni radicanti aumenta le probabilità di successo.

Per rami di una certa consistenza la talea viene male e allora si preferisce far formare le radici sul ramo ancora attaccato alla pianta. Si chiama margotta: consiste nel praticare due tagli circolari sul ramo a distanza di qualche centimetro, togliendo la corteccia nel tratto tra i due tagli.  Si mette poi una zolla di terriccio attorno al tratto spellato e la si tiene in posizione con un sacchetto legato alle estremità.  Anche qui gli ormoni radicanti possono essere molto utili. Dopo qualche mese si taglia il ramo con le radici formate e si trapianta.

Talee e margotte sono tecniche per produrre una nuova pianta con esattamente lo stesso DNA di quella originaria.

Una tecnica diversa è l’ innesto, che consiste nel praticare un’ incisione in un ramo di una pianta e inserirci una gemma o un rametto (marza) di un’ altra. Le piante devono essere compatibili e quella che si sviluppa dall’ innesto in su ha il DNA della pianta innestata, non del porta innesto. Quindi per esempio se avete un albero di arance amare (quelle immangiabili, per capirci) potete innestarci delle marze di arance “normali”o di limoni e quello che verrà fuori sarà un nuovo albero della varietà scelta. Le tecniche di innesto e anche le tempistiche sono molteplici (agrumi innestati a spacco ad Aprile, peschi e susini innestati a gemma ad Agosto eccetera).

Su Internet sono disponibili degli eccellenti video tutorial che spiegano come fare, basterà digitare “margotta” o “gemma” e se ne trovano a josa.

 

Altre avvertenze per avere cura dei propri alberi:
  • Tenere sempre pulito il terreno, eliminando frutta marcia e foglie cadute, che possono essere ricettacoli di batteri e funghi
  • Sfoltire i frutti ancora piccoli, che spesso si presentano in grappoli di quattro o cinque pezzi. Conviene ridurli a uno o due in modo che crescano meno frutti ma più grandi. Questo… “se ci riuscite”, perché a me manca spesso il cuore di buttare i due terzi dei frutti, ma andrebbe davvero fatto.
  • Assolutamente da non fare: usare il fil di ferro per sostenerli o raddrizzarli: alla lunga questo penetra nel legno e diventa impossibile estrarlo, diventa un corpo estraneo che può dare origine a tumori
  • Alcuni alberi temono le gelate invernali. In alcune zone d’ Italia gli agrumi si coltivano in vaso, per poterli ricoverare in inverno in un locale chiuso detto “limonaia”. Un’ alternativa è quella di coprirli con del tessuto non tessuto (non molto stretto, che le lasci respirare) e pacciamare le radici, ossia coprirle con erba, fascine o altri prodotti che attenuino la morsa del gelo.

 

La prossima volta continueremo a parlare delle “competenze distintive”. Dopo gli alberi vedremo quello che riguarda l’ orto e il giardino

 

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