BIRDGARDEN

Gli accorgimenti per rendere i nostri spazi verdi un paradiso per gli uccelli selvatici.

Il Birgarden, l’arte di trasformare il proprio giardino o il proprio balcone in un ambiente dove potere ospitare e osservare da vicino uccelli selvatici non è una idea nuova (il primo manuale venne pubblicato nel 1935 in Inghilterra) ma in Italia si sta diffondendo solo negli ultimi decenni grazie a un’aumentata coscienza ambientale e al desiderio di osservare la natura quotidianamente. E’ stata addirittura presentata una proposta di legge in proposito per migliorare anche in questo senso i giardini scolastici, le “scuole verdi”.

Il Birdgardening permette di condividere lo spazio del proprio giardino con tanti uccelli selvatici che impareranno a frequentarlo perche vi trovano cibo, acqua, riparo. Sarà sorprendente notare una diversità di specie che prima non avremmo sospettato esistere nei dintorni di casa.

Un’altra sorpresa sarà osservare l’avvicendarsi di uccelli diversi nel corso delle stagioni, a causa delle diverse opportunità che il nostro giardino darà durante l’anno e anche delle migrazioni che li portano alle nostre latitudini.

Godere di uno spazio attraente per gli uccelli non è una prerogativa di chi possiede un giardino, è possibile ottenere buoni risultati anche sul balcone o addirittura sul davanzale della finestra. Gli uccelli infatti hanno una elevata capacità di scoprire le risorse di cui hanno bisogno sondando ogni angolo del territorio che li circonda, hanno ottima vista e capacità di raggiungere luoghi apparentemente scomodi. Non è dunque difficile fare in modo che almeno le specie più comuni, come merli, cince, passeri e pettirossi possano condividere i nostri spazi e potremmo avere anche simpatiche sorprese con visite di picchi e uccelli meno comuni. Il segreto è rendere lo spazio verde più ricco di cibo e di potenziali luoghi di nidificazione, sia attraverso la presenza di piante adatte e di acqua, che attraverso delle mangiatoie, da rifornire solo d’inverno, e di cassette nido che potranno essere utilizzate in primavera ed estate da alcune specie.

Nel caso di un giardino, è importante utilizzare alcune piante che forniscono bacche e luoghi adatti alla nidificazione. Tra di esse troviamo alcuni arbusti molto rustici e facili da coltivare nella maggior parte d’Italia come il biancospino, il sambuco, l’edera e il fico.

Le piante più gradite

Il biancospino è un arbusto molto rustico che produce abbondanti e durevoli bacche in tarda estate e una splendida e profumata fioritura in primavera. Ama i luoghi soleggiati e sviluppa delle fitte ramificazioni molto adatte per la nidificazione di molti passeriformi mentre i frutti appetitosi sono apprezzati da molti uccelli in autunno. Anche la pyracantha, o agazzino, utilizzata per le siepi e nota per i mazzetti di piccoli frutti rosso brillante, ha caratteristiche simili.

Il sambuco è più noto come arbusto spontaneo che come pianta da giardino, ma erroneamente: la sua splendida fioritura anticipa di poche settimane un’abbondante produzione di bacche viola scuro, molto gradite alla maggior parte degli uccelli d’estate. Va piantato in corrispondenza di aree più umide e riparate rispetto al biancospino.

Tra le piante più utili per il birdgarden c’è anche l’edera. Pochi sanno che questo rampicante può fornire un ottimo nutrimento in inverno, dato che, dopo alcuni anni, produce nella stagione fredda bacche globose nere molto appetitose per gli amici alati, ma tossiche per l’uomo.

Nelle zone mediterranee il fico è tanto apprezzato dagli uomini quanto dagli uccelli: in tarda estate le infiorescenze zuccherine raramente sfuggono ai volatili migratori che in tarda estate trovano il modo di immagazzinare molta energia per affrontare il lungo viaggio verso sud.

Tra le frutticole una delle piante più apprezzate è il kaki. Originario della Cina, fruttifica in tardo autunno e la permanenza dei frutti in inverno garantisce a molte specie un apporto energetico e vitaminico notevole ottimo per fronteggiare il freddo. In particolare è molto apprezzato dai Turdidi, come i merli, le cesene e i tordi.

Una pianta con poche pretese e molto gradita è il ligustro, arbusto sempreverde che fiorisce a tarda primavera se lasciato crescere, ma che spesso viene potato a siepe. Le sue bacche scure non passano inosservate a molte specie di uccelli.

Anche gli uccelli bevono e si fanno il bagno

In un vero giardino per gli uccelli non deve mancare un punto d’acqua, che può essere una semplice ciotola di terracotta da rifornire spesso di acqua o un piccolo stagno realizzato con un telo di PVC a prova di raggi ultravioletti. L’acqua è l’unico elemento di cui l’animale non abbia riserve ed è fondamentale per la regolazione della temperatura corporea. Inoltre è necessaria per permettere a molti uccelli di pulire le piume, soprattutto in inverno, in modo da garantire l’isolamento dal freddo esterno. Sarà un piacere vedere fuori dalla finestra tanti uccellini avvicendarsi a bere e a farsi il bagnetto.

Le mangiatoie

Oltre alle piante e alla presenza di acqua, è possibile rendere il giardino o il balcone più accogliente dotandolo di una o più mangiatoie per uccelli, da rifornire con cibo adatto solamente d’inverno, per evitare di alterare la naturale alimentazione degli uccelli nelle altre stagioni, quando il reperimento del cibo non rappresenta un problema.

Sono ormai tantissimi gli appassionati di questa attività che negli altri paesi, in particolare nel nord Europa dove è più diffusa, viene chiamata Birdfeeding. Nel freddo inverno è un modo per trasformare il nostro spazio verde un punto di ritrovo di molte specie di uccelli, che animeranno la staticità del paesaggio invernale con un incessante via vai. Occorrerà attendere qualche settimana affinché la nuova fonte di cibo venga scoperta dagli amici alati e frequentata assiduamente, la costanza nel rifornire di cibo la mangiatoia premierà e farà diventare pieno di vita selvatica anche il balcone cittadino. Non è difficile ormai trovare tanti modelli di mangiatoie da acquistare online, ad esempio presso l’emporio di associazioni ambientaliste come la LIPU, dalla più classica a forma di casetta, a veri e propri distributori di cibo, ma possono anche essere costruite facilmente a casa con materiali di recupero come bottiglie, vasetti di plastica e cassette per la frutta. Vanno realizzate in modo da esporre il cibo senza che venga bagnato dalla pioggia, coperto dalla neve o “visitato” da colombi, gazze e cornacchie, che non ne hanno bisogno. Vanno collocate vicino ad arbusti, ma lontano da grossi rami per impedire che eventuali predatori come i gatti se ne avvantaggino per carpire qualche uccellino.

Contrariamente a quanto si pensi le classiche briciole di pane secco non sono il cibo ideale. Ogni specie ha le sue preferenze alimentari, a seconda se sia insettivora (come il pettirosso  e il merlo) o granivora (come il passero). Le cince adorano la frutta secca, come le arachidi e il grasso, gli uccelli insettivori la frutta fresca, ad esempio le mele, mentre le briciole di dolci piacciono un po’ a tutti.

I nidi artificiali

Molti uccelli in natura nidificano in cavità di tronchi o fessure tra le rocce. Ma se le possibilità di nidificazione naturali scarseggiano, come in città,  occorre dare una mano ai nostri amici alati attrezzando  il birdgarden con alcuni nidi artificiali da acquistare o da realizzare a partire da un’asse in legno. Forme e dimensioni variano a seconda della specie. I nidi artificiali vanno installati saldamente in luoghi riparati e tranquilli, a circa tre metri d’altezza, leggermente inclinati verso il basso anche per evitare l’entrata di pioggia dall’apertura e possibilmente esposti a ovest, in modo che non siano troppo esposti al calore estivo. Anche in questo caso ci vorrà pazienza: l’ispezione del nido e la sua “scelta” avvengono in inverno, mesi prima della nidificazione.

 

Per saperne di più, sul sito della LIPU si trova una guida per realizzare un Birdgarden e informazioni su come costruire e gestire le mangiatoie:

http://www.lipu.it/gli-uccelli-e-la-natura/come-costruire-un-birdgarden

http://www.lipu.it/gli-uccelli-e-la-natura/nidi-e-mangiatoie

testo e foto di Stefano Picchi, naturalista e consigliere della Lega Italiana Protezione Uccelli, si occupa di progetti europei per la tutela della natura ed è docente all’Università di Bologna. Cura il blog progettinaturaue.blogspot.it

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