Compostaggio domestico

“La natura non conosce il concetto di rifiuto e nei suoi grandiosi cicli (dell’aria, dell’acqua, della materia vivente) riutilizza tutto. Al contrario la specie umana, in particolare in questi ultimi decenni, ha creato un nuovo problema, quello dei rifiuti, poiché, privilegiando le leggi del mercato e del consumo senza limiti, non ha voluto comprendere ed applicare le leggi della natura”*

Di Maurizio Melandri

Le difficoltà nella gestione dei rifiuti hanno portato ad un cambio di atteggiamento. Dagli anni del boom economico, in cui la quantità dei rifiuti prodotta e l’energia consumata erano presi come indici di riferimento del benessere, ad accorgerci che la quantità dei rifiuti prodotti non riciclabili e non riciclati è, invece, un indicatore di inefficienza del sistema produttivo e che l’impostazione consumistica è alla base dei più gravi problemi ambientali che affliggono i paesi ricchi e vanificano le legittime aspettative di sviluppo dei paesi poveri.

Tra le varie componenti dei rifiuti che produciamo ogni giorno, un terzo è costituito da scarti organici (avanzi di cibo, carta, fiori appassiti, potature di giardini, capelli…).

E’ questa la componente che crea le maggiori difficoltà di gestione (in Italia il 60% di questa frazione è destinato alla discarica). Eppure sarebbe relativamente facile trattare questo materiale nel modo in cui la natura lo fa da milioni di anni: riciclando e rigenerando a nuova vita quello che noi consideriamo rifiuto e di cui vogliamo liberarci il più presto possibile.

Per realizzare il compost dagli scarti organici non è necessario pensare a grandi impianti di compostaggio. E’ possibile e facile fare compostaggio domestico con un minimo di attrezzatura, oppure di comunità con piccoli impianti auto gestiti, recuperando un materiale ricco di minerali e sostanze organiche da usare nei nostri balconi, giardini o piccoli orti al posto dei concimi chimici.

Eliminiamo subito alcuni pregiudizi: il processo di compostaggio non puzza! Cattivi odori che dovessero manifestarsi sono provocati da un problema del processo. Se il cumulo è troppo fradicio i “batteri buoni” moriranno per asfissia e saranno sostituiti dai batteri anaerobi che produrranno gas ed altri composti, con odori fortemente sgradevoli. In quel caso è sufficiente smuovere il cumulo e aggiungere carta, cartone o segatura per eliminare l’eccesso di acqua.

Può essere utile, di tanto in tanto, smuovere il cumulo per aerare meglio ma il processo, una volta avviato, non ha bisogno di alcun altro intervento soprattutto se avremo come graditi ospiti, autoinvitati o  immessi, i lombrichi. Essi, efficienti e discreti, alla fine del loro lavoro, lasciano il compito ad altri (batteri,funghi ed altri micro organismi) di degradare le sostanze organiche in sostanze nutrienti e anidride carbonica.

Un altro dei pregiudizi è che il compostaggio attiri insetti ed animali vari, particolarmente  topi. Per i topi l’eventualità è molto remota e dipendente dal materiale che inseriamo nella compostiera. Quanto agli insetti molto dipende dallo “stato di salute” della compostiera. Le larve di mosche, ad esempio, non si sviluppano se il processo di compostaggio è iniziato. Altri insetti, invece, possono essere utili rimescolano il terreno, rendendolo soffice e permeabile all’aria e all’acqua in un ciclo naturale. Dopo otto mesi/un anno di conferimento, una bella mattina di primavera, ci si può armare di voglia e attrezzatura minima e “toccare con mano” il miracolo della trasformazione svuotando la compostiera. Con una pala, un crivello di quelli usati un tempo dai muratori per setacciare calce e pozzolana, si raccoglie il compost sminuzzato reinserendo nella compostiera le parti ancora grossolane per il successivo ciclo, insieme ad una parte del compost maturo, che serva a riavviare velocemente il processo di compostaggio. Se  non si ha a disposizione un pezzetto di orto o di giardino si può fare compostaggio anche sul balcone. Occorrono solo delle accortezze in più, probabilmente non si avrà la possibilità di mettere una compostiera capiente, ma il risultato sarà ugualmente entusiasmante. Che dire ancora? Provate.

*Federico Valerio

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