Galline: amiche mie carissime

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Le ovaiole colorate della nonna da far razzolare sui campi all’aperto, e quelle rosse americane allevate per l’industria, che vivono solo in gabbia, si nutrono con mangime spinto, fanno uova poco adatte alla riproduzione. E del resto questo compito è permesso esclusivamente ad allevatori industriali autorizzati. Noi riscopriamo le galline di razza: ecco i consigli per curarle

di Simona Ugolotti

Quale amore, quale magia continua a legare la mia vita alle galline, per me fonte di reddito, fatiche e allegria. Anche oggi che non ho più galline – a distanza di anni- le mie collaboratrici mi danno ancora reddito, parlando di loro, disegnando di loro, scrivendo di loro: ormai è chiaro che si tratta di tutta una vita insieme.
Marzo è il mese in cui conviene avere il pollaio pulito, pronto per l’arrivo delle galline. Ho sempre preferito fare arrivare le galline con il freddo perché si potessero abituare alla dura vita di montagna, cosicché il godere del calore del tanto atteso sole le inducesse poi a fare le uova per cominciare insieme la stagione tra ceste piene, covate e pulcini.
Anche se tutto ciò non ha nessun riscontro scientifico, le cose andavano esattamente così.
Le galline cominciano a fare le uova non in base alla temperatura ma in base all’occhio, nel senso che hanno un orologio biologico che registra l’allungarsi delle giornate. Le galline sanno che sta arrivando la primavera ed eccole indaffarate a razzolare e a infilarsi nei nidi che, più son nascosti e bui, più le fanno sentire a loro agio, perché convinte di deporre le uova in luogo sicuro.
Le galline hanno nella loro testa l’idea di accumulare le uova per fare un bel mucchietto per la cova. Capita spesso che le galline libere vadano a cercarsi luoghi sicuri fuori dal pollaio infilandosi nel bosco o in nascondigli impensabili, per poi riapparire felicemente razzolanti con al seguito vivaci pulcini.
A questo proposito mio Zio Giuliano aveva escogitato un sistema che era quello di segnare le galline con l’ombrello, nel senso che quando trovava il luogo nascosto della gallina piantava un vecchio ombrello aperto nel terreno, in questo modo ritrovava il posto e proteggeva gallina, uova ed eventuali pulcini!
Prima di adottare il sistema geniale dello zio, usavo il mio cane:
i cani son ghiotti di uova e scovano sempre i nascondigli, basta tenerli chiusi un giorno e appena liberati vanno a fare un giro di controllo dei nidi e voi con loro.
E’ comunque necessario fare una distinzione tra le galline allevate e selezionate per l’industria e quelle di razza colorate del pollaio della nonna.

LA SCELTA DELLE GALLINE

Le galline che si trovano sul mercato sono le rosse ovaiole e poche altre. Sono ovaiole ibride commerciali, sono denominate comunemente ISA, dal nome dell’azienda americana
che possiede il brevetto di tale incrocio. Queste galline sono preparate per produrre uova con numero garantito e son fatte per essere allevate in gabbia, quindi non adatte al pascolo. Dalle uova di queste galline non potrà nascere niente di buono, perché si può solo regredire con la specie: al massimo si potrebbe rifare un’altra ovaiola avendo il gallo delle ovaiole ma questo, non a caso, non è in vendita. Solo gli allevatori industriali autorizzati possono allevare e vendere le ovaiole rosse. È esattamente come con i semi ibridi: da quelli di seconda generazione possono nascere solo piante inutili e misere. Un problema ad esempio è il mangime, nel senso che queste galline ISA selezionate per vivere in gabbia si cibano di mangime specificatamente formulato dall’industria. Se usiamo i mangimi biologici le galline faranno poche uova, perché sono selezionate per essere nutrite a mangime spinto. Per tutti questi motivi, ho cominciato a prendere in considerazione le galline di razza, cioè quelle che avevamo un tempo: vi ricordate quel bel pollaio della nonna con le galline di tutti i colori? Sono animali robusti adatti al pascolo nel senso che si allargano bene e quindi è più difficile fare il deserto (che si traduce in fango contenitore di malattie) tipico delle galline.
Sono animali su cui si può puntare per il miglioramento della specie: scegliendo la gallina migliore, uova e carne saranno di ottima qualità. Per fare un esempio quando noi scegliamo quale gallina macellare, in genere prendiamo quella che ci sembra la più “brutta”, un lavoro che ogni contadino naturalmente fa, ma quando questa operazione è fatta su galline ISA tutto questo è inutile!
Per cominciare a lavorare con galline rustiche, consiglio sempre di andare dai vostri vicini e chiedere. Vedrete che piano piano troverete la via migliore per cominciare a trovare le bestie giuste. Se desiderate selezionare galline da uova, tenete anche conto che in generale le migliori ovaiole sono animali leggeri, con corpo snello e lanciato, cresta semplice e grande, orecchioni bianchi, colorazioni del piumaggio vivace e producono uova bianche (galline Livornesi)
Se cominciate a fare il pollaio, iniziate poco per volta, per tenere sotto controllo l’impatto ecologico e organizzate alla perfezione pollai e recinti. Le galline sono leggere, anche un bambino potrebbe gestirle, portano via poco tempo se il vostro pollaio è organizzato bene.
Vale la pena dedicarsi alla progettazione, in maniera che siano facili gli spostamenti di mangime e letame. Fate cancelletti facili da chiudere e scalette decenti: se cadete le uova si rompono!
Le aziende fanno degli studi per evitare le perdite di tempo negli spostamenti dei dipendenti. Anche noi potremo studiare le nostre strategie: il “benessere animale” è importante, ma ancora più importante è il benessere delle nostre ossa e del nostro umore.
Quando arrivano le galline, fate in modo che tutto sia pronto. Prima che arrivino, potete dare una mano di calce sulle pareti e a terra, da ripetere una volta all’anno con pollaio vuoto. Disponete lettiera e acqua. Se il pollaio è di legno, date una passata di olio (qualsiasi) su nidi, trespoli e scalette: l’unto scoraggia i pidocchi ad annidarsi. Il pollaio deve essere fresco e privo di correnti di aria.
Appena arriveranno le signore, date loro solo acqua per il primo giorno. Per una settimana devono stare chiuse nel pollaio per abituarsi alla loro nuova casa dove torneranno sempre all’imbrunire e si metteranno a dormire sempre nello stesso posto stabilito dalle gerarchie assegnate. Segreto di un buon pollaio è fare in modo che le galline mantengano le gerarchie.
Una volta formato il gruppo non fate entrare nuove ospiti: calerebbe subito la produzione di uova e alcune galline potrebbero essere escluse e malmenate dalle altre. Una strategia sicura per evitare che prendano l’abitudine di dormire in posti sbagliati: mettete una griglia, ad esempio sui nidi.
Concludo con un consiglio della Franca, mia preziosa vicina: “dare ogni tanto acqua e aceto alle galline e pastone con ortiche, un vero toccasana”

Parola di Ugolotti