Specie Aliene

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Specie Aliene 


di Alessandro Piazzi

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Tra i compiti di ogni strategia di conservazione della biodiversità è della massima importanza la  prevenzione e la riduzione degli impatti negativi delle specie esotiche invasive sulla biodiversità, sui servizi eco-sistemici, sulla salute umana e sull’economia. Si stima che in Europa siano presenti circa 2.000 specie esotiche – dai virus ai batteri, dai microorganismi ai funghi, dalle piante agli animali. Alcune di queste sono state introdotte intenzionalmente per uso commerciale, come le piante ornamentali o gli animali esotici, la maggior parte, però, sono arrivate o come contaminanti nelle merci o come ospiti sui mezzi di trasporto provenienti da altre regioni del mondo. Il 10/15 percento di queste specie sono considerate “invasive”: la loro diffusione cioè, al di fuori del loro areale naturale, rappresenta una minaccia per la biodiversità e l’economia.

Esempi d’impatti delle specie esotiche invasive

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Impatti sulla salute umana
L’Ambrosia, inizialmente introdotta attraverso sementi e grano contaminati, destinati a colture o mangime per uccelli, si trova oggi in campi coltivati, lungo i bordi delle strade o lungo le rotaie. Si tratta  di specie altamente allergenica con un grande impatto sulla salute umana. È anche un infestante agricolo e provoca perdite di seminativi fino al 50%. Il suo impatto economico negativo è stimato  intorno a 4,5 miliardi.

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Impatti sulla biodiversità
Il Gambero Rosso della Louisiana, è stato e introdotto in Europa per l’impiego in acquacoltura. Fuoriuscita dagli impianti questa specie aggressiva ha colonizzato torrenti d’acqua dolce a scapito dei più rari gamberi nativi. Oltre a causare estinzioni locali, il gambero rosso della Louisiana è anche portatore di un fungo che sta spazzando via intere popolazioni di gamberi europei. Impatto economico negativo: 53 milioni di euro all’anno.

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Gli impatti sui servizi eco sistemici
La Caulerpa Taxifolia è un tipo di alga proveniente dall’Oceano Indiano utilizzata come pianta ornamentale in acquari tropicali. La specie si è diffusa rapidamente in tutto il Mar Mediterraneo, invadendo o sostituendo piante marine autoctone e habitat come le praterie di posidonia. La sua presenza ha causato una riduzione della biodiversità marina in queste aree e ha anche ridotto la loro capacità di fornire funzioni come la risospensione dei sedimenti, fondamentale per l’ecosistema, o la protezione dall’erosione dei fondali.

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Gli impatti sulle attività economiche
Il Giacinto d'Acqua, è una pianta acquatica galleggiante originaria del bacino amazzonico. Introdotta come pianta ornamentale in stagni da giardino e parchi pubblici. In alta densità, le sue radici diventano così aggrovigliate da alterare l’ambiente locale ed ostacolare  la navigazione.

La Nutria, è un grosso roditore semi-acquatico nativo del Sud America. Introdotto in Europa per la sua pelliccia. Nutrendosi di coltivazioni agricole può causare significativi danni alla produzione. La sua attività di scavatore danneggia i sistemi di irrigazione ma anche gli argini dei fiumi, con conseguente aumento del rischio e della gravità delle inondazioni.

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