Abitanti del mare. L’eleganza del Cavalluccio

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Gli abitanti del mare. L’eleganza del Cavalluccio

Di Daniele Durso

I cavallucci marini hanno qualcosa di magico e guardarli nuotare con fluida leggerezza trasmette un senso di pace. Ne esistono tante specie e molte di esse sono a rischio di estinzione. Vediamo insieme perché

Esistono 40 specie di Cavallucci marini e almeno 12 di queste sono considerate vulnerabili o addirittura a rischio di estinzione. Anche se hanno un aspetto decisamente originale che ricorda un piccolo cavallo, questi animali fragili e minacciati sono pesci a tutti gli effetti. Ogni anno ne vengono catturati 37 milioni ed è spontaneo chiedersi perché, visto che non si mangiano così frequentemente. Solo in Thailandia e in pochissimi altri Paesi sono considerati appetitosi e vengono infilzati e grigliati alla maniera dei kebab. Pur scettici sulle qualità gastronomiche degli sfortunati Hippocampus, dobbiamo tristemente accettare che ci sia chi li gradisce, anche se non crediamo che possano davvero saziare uno stomaco normale, vista la poca polpa che offrono. Per chi li trova insufficienti come pasto, c’è anche l’alternativa del liquore: eh sì, perché un’antica ricetta orientale prescrive di metterli a bagno nell’alcool per farli macerare un po’ di giorni ed ottenere così un (ottimo?) liquore. Non ci è mai capitata l’occasione di farci un brindisi: di sicuro declineremmo l’offerta, con decisione.

Ma la causa più importante del rischio grave di estinzione è il bracconaggio. La specie più gettonata è l’Hippocampus capensis che si trova in Sud Africa e che, a detta di chi ci crede, procura grandi successi come afrodisiaco. Ogni anno, a tal fine, se ne utilizzano ben 35 milioni, anche se nessuno ha ancora mai dimostrato la validità di questa credenza. Vivono un po’ in tutti i mari, ad eccezione di quelli molto freddi, vicino alla costa e ad una profondità che non supera i 20 metri. Molto originale è il sistema di riproduzione: è il maschio a partorire, particolarità unica nel mondo animale. Dopo lunghe danze d’amore, la femmina deposita le uova in un’apposita sacca del compagno che poi le feconda e, quando i piccoli sono pronti per nascere, li ‘lancia’ letteralmente nell’acqua, spingendoli fuori dal suo corpo come tanti proiettili. Vedere il parto di un cavalluccio marino è davvero commovente, perché i neonati vengono letteralmente ‘catapultati’ nella loro nuova vita e sono subito indipendenti e pronti a diventare individui adulti. Ovviamente la loro vita non è facile, poiché la maggior parte di loro viene mangiata da predatori più grossi e anche perché moltissimi rimangono vittime della pesca accidentale a strascico, utilizzata per prendere i pesci che vivono sul fondale marino. Per fortuna questi straordinari pesciolini sono molto fertili e le femmine depositano ogni volta migliaia e migliaia di uova, ma a minacciarne l’esistenza è purtroppo l’essere umano, predatore imbattibile e determinato, che per l’avidità di guadagni facili, anziché proteggere una specie così bella e preziosa per l’ecosistema, la vede solo come oggetto di una caccia crudele e insaziabile.