L’anello delle acque lucenti. Una peste per amico

0
4990

L’anello delle acque lucenti. Una peste per amico

Di Marco Melillo

L’anello delle acque lucenti è un libro che oltre a farci innamorare delle lontre, ci narra l’avventura di un uomo che sceglie gli animali come compagni di vita, instaurando un insolito rapporto alla pari.

Gavin Maxwell, l’autore de L’anello delle acque lucenti, era un giornalista abbastanza famoso quando alla fine degli anni ‘50 decise di mollare tutto e trasferirsi in una casetta isolata nella campagna scozzese. Aveva raggiunto una certa notorietà con le sue inchieste, tra cui una sulla morte di Salvatore Giuliano, pubblicata in Italia da Feltrinelli con il titolo Dagli amici mi guardi Iddio. Libro che, a suo dire, gli procurò una serie di minacce, tanto da farlo rinunciare all’attività di reporter d’inchiesta. La svolta della sua vita avvenne quando, al seguito dell’esploratore Sir Wilfred Thesiger suo cugino, arrivò fino alle paludi del Sud dell’Iraq, dove vivevano “gli arabi delle paludi”. Era il 1956, la popolazione locale ammontava a mezzo milione di abitanti, quando lui fece amicizia con quegli uomini che si diceva discendessero dagli antichi Sumeri. Poi nel 1990 le paludi verranno prosciugate da Saddam Hussein in quanto rifugio di dissidenti e soldati iraniani, perciò uomini e lontre scompariranno per sempre.

ARRIVA UNA PICCOLA LONTRA…

Alla fine del viaggio, gli uomini delle paludi gli regalarono un cucciolo di lontra. Si trattava di una sottospecie della Lutrogale perspicillata, che verrà classificata come “maxwelli” in onore del suo scopritore. Qui inizia il libro, proprio con la descrizione delle peripezie del viaggio verso Londra, che costituisce una delle parti più interessanti e divertenti del romanzo. Le lontre sono animali molto socievoli ma anche estremamente vivaci, in pratica è impossibile farle stare ferme. Mijbil, così si chiama la lontra delle paludi, darà del filo da torcere a Maxwell per tutto il viaggio e anche nella sua breve permanenza a Londra, dove occuperà in pianta stabile la vasca da bagno. Questa la descrizione del primo incontro di Mijbil con la vasca: “Stetti ad osservarla, stupefatto da questa prima esibizione di un’intelligenza che non avevo sospettato; in meno di un minuto era riuscita a girare il rubinetto abbastanza da farne uscire un filo d’acqua, e dopo qualche attimo di distrazione per il successo ottenuto, riuscì ad aprire l’intero getto”. Dopo questo breve soggiorno nel suo piccolo appartamento di Londra, Gavin Maxwell decise di trasferirsi nella campagna scozzese, isolandosi completamente dalla vita cittadina e dal mondo del giornalismo. Qui, lui è Mijbil iniziarono la loro nuova vita a contatto con la natura. La lontra poteva scorrazzare dentro i fiumiciattoli scozzesi e fare amicizie con altri simili, Maxwell invece poté finalmente condurre una vita felice in mezzo alla campagna, circondato da lontre, cani, gatti ed altri animali domestici.

UN RAPPORTO INSOLITO

L’anello delle acque lucenti è un libro che oltre a farci innamorare delle lontre, ci narra l’avventura di un uomo che sceglie gli animali come compagni di vita. Il loro rapporto è assolutamente paritario e Maxwell rispetta la natura selvaggia dell’animale che se ne va in giro libero e torna dal suo amico umano solo quando ha voglia di vederlo. Tra lontra e uomo non c’è neanche un rapporto legato al cibo, infatti Mijbil non ha difficoltà a procurarsi il nutrimento nei torrenti vicino casa. Perciò torna da lui quando ha bisogno di un amico. Se si considera che siamo nel 1956, questo tipo di rapporto “uomo-animale” era assolutamente originale. Gli animali selvatici, anche parzialmente addomesticati, venivano considerati come oggetti di osservazione e non come parte della famiglia.

ANELLI

In qualche modo il libro è legato all’altro anello, quello che permetteva al Re Salomone di parlare con gli animali, da cui il bellissimo saggio di Konrad Lorenz intitolato L’anello di Re Salomone. Pur essendo un rigoroso zoologo, Lorenz instaurava un rapporto molto stretto con i suoi animali, considerandoli suoi simili tanto da accoglierli in famiglia come nel caso dell’ochetta Martina. All’epoca Lorenz fu aspramente criticato per questo suo atteggiamento ritenuto antiscientifico, in particolare gli contestarono di aver attribuito ai suoi animali qualità umane. Dal libro di Maxwell è stato tratto anche un film, Ring of Bright Water, uscito nel 1969, anno della morte dell’autore. In Italia L’anello delle acque lucenti fu pubblicato da Rizzoli nel 1977, nella bellissima e leggendaria – almeno per gli amanti della natura – collana l’Ornitorinco, diretta da  Ippolito Pizzetti. Oltre a leggere il libro, se volete rivivere l’esperienza di Gavin Maxwell, è anche possibile soggiornare nel suo cottage, oggi completamente restaurato.