Tramonto Artico

Artico

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Marco Gaiotti

Tramonto Artico 


Testo di Liliana Adamo – Foto di Marco Gaiotti

Cambiamenti climatici, deforestazione, depauperamento d’ecosistemi e biodiversità, cosa ci riserva ancora l’etica della fotografia naturalistica?


L’effetto dei cambiamenti climatici si manifesta in modo drammatico anche nella parte più settentrionale del pianeta. Le regioni artiche sono particolarmente sensibili rispetto al riscaldamento, perché una variazione di pochi decimi di grado centigrado comporta lo scioglimento o il congelamento d’immense aree di oceano. La popolazione d’orsi polari delle Svalbard, al ritiro estivo della banchisa, ha due possibilità, seguire il ritiro dei ghiacci a nord, oppure aspettarne il ritorno sulla terra ferma. Sulle isole il cibo a disposizione per gli orsi, che abitualmente cacciano le foche sul pack, è scarsissimo e sono esposti a lunghi periodi di digiuno che diventano sempre più lunghi anno dopo anno a causa della scarsità di ghiaccio. In questi mesi gli orsi riducono al minimo il consumo di energie dormendo per gran parte del tempo, come nel caso della foto dell’orso con sopra la luna piena, consumando le riserve di grasso accumulate nei mesi di caccia sul pack. Se gli orsi non hanno sufficienti riserve, o se il periodo senza ghiaccio diventa troppo lungo, muoiono di fame. Fortunatamente alcuni orsi hanno imparato a mutare le proprie abitudini per adattarsi alla nuova situazione; alcuni saccheggiano le colonie di uccelli sulla terra ferma all’inizio dell’estate, mentre altri hanno incominciato a predare le renne, sebbene non siano, come specie, predisposti a lunghi inseguimenti.