Nuova mobilità. Buone notizie dal mercato degli autobus elettrici

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Nuova mobilità. Buone notizie dal mercato degli autobus elettrici

Di Rosario Mascia

In termini di inquinamento atmosferico e consumo di carburante, sostituire un autobus alimentato da un motore diesel di vecchia generazione con un mezzo elettrico equivale a togliere dalla strada più o meno 40 automobili alimentate a gasolio e dall’aria che respiriamo quantità importanti di particolato e tante altre sostanze dannose per i nostri polmoni

Ecco perché la notizia del vigoroso aumento delle vendite di autobus elettrici in Europa nel 2021, con un aumento del 48% rispetto al 2020, ci lascia sperare in un prossimo boom delle vendite così come accaduto per il mercato dell’auto elettrica, cresciuto in maniera esponenziale nel 2021 e in linea con l’obiettivo di mettere definitivamente in soffitta l’invenzione del vecchio caro Rudolf Diesel.

I bus elettrici aumentano

Nel 2021, sono stati 3.282 i nuovi bus elettrici immatricolati in tutta Europa, circa il 21% del totale dei bus venduti nel Continente, portando il parco circolante a poco più di 8.500 mezzi, un aumento di mezzi puliti molto significativo rispetto agli anni scorsi.

Tra i Paesi Europei, sono la Germania (555 unità) seguita da Regno Unito (540) e Francia (512)  quelli dove sono stati venduti  più bus elettrici durante lo scorso anno. LItalia non ha proprio sfigurato con i suoi 178 nuovi autobus a spina, quasi tutti dovuti però al forte incremento della flotta di ATM, la utility del Comune di Milano, che portano a 397 il totale dei mezzi circolanti nelle strade di alcune, troppo poche, città italiane.

Sul fronte dei produttori, guida la classifica la polacca Solaris, seguita dalla cinese BYD e da Mercedes. Ben piazzata in classifica Iveco Bus, oggi società di diritto olandese ma controllata dalla finanziara Exor della famiglia degli Agnelli, ma con stabilimenti di produzione anche in Italia.

Dunque un mercato dinamico e in forte crescita quello dei bus elettrici, che sicuramente verrà alimentato dai fondi del PNRR, che contengono una linea di finanziamento dedicata proprio alla mobilità urbana elettrica.

Certo, basterebbe introdurre una norma di buon senso per introdurre quote obbligatorie crescenti di bus elettrici sul totale dei nuovi acquisti da parte delle Amministrazioni comunali e delle flotte aziendali.