Bella è possibile. Nuovi progetti urbani

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Bella è possibile. Nuovi progetti urbani

Di Fabrizio Fantera

Realizzare progetti urbani dove sostenibilità e vivibilità siano un concetto unico, è possibile: il nuovo mega-parcheggio subacqueo per le bici alla Stazione Centrale di Amsterdam ne è una dimostrazione

 

L’Olanda, si sa, è il Paese delle biciclette. Con 17,8 milioni di abitanti si stima circolino 23,4 milioni di biciclette, in particolare nelle città. Amsterdam conta 835.000 abitanti con 665.000 spostamenti in bici al giorno, molto più che in auto. Ma questo grande utilizzo della mobilità su pedali non può essere affidato al caso; occorre programmare gli interventi e azzardare soluzioni sempre più innovative. D’altronde agli olandesi non manca di certo l’inventiva come dimostra la loro battaglia plurisecolare con l’acqua, o meglio le acque, affrontata sempre coniugando pragmatismo e fantasia. Stavolta l’acqua è stata trasformata in un contenitore per due parcheggi subacquei di bici in pieno centro, di fronte alla grande Stazione Centrale. Vediamo come.

INGRESSO ACCOGLIENTE

Arrivare ad Amsterdam via treno è il modo più semplice e conveniente per giungere in città, ma uscire dalla stazione è stata per anni una impresa complicata per i cantieri eterni posti proprio all’uscita. Tutti siamo sempre stati affascinati nonché intimoriti dalle migliaia di biciclette parcheggiate o abbandonate nel piazzale della stazione; una muraglia di ferro, molti rottami, e l’impossibilità di oltrepassarla. Il parcheggio sopraelevato in metallo che doveva durare non più di quattro anni dal 2001, in realtà ha fatto bella mostra di sé, si fa per dire, fino a pochi mesi fa. Ma dal 2019 è iniziata la costruzione di due nuovi parcheggi subacquei per biciclette, lo Stationplein, davanti alla stazione e l’ IJBoulevard, sul retro dell’edificio. Entrambi sono stati aperti al pubblico lo scorso febbraio; niente più ferraglia arrugginita, niente più scavi e lavori infiniti, dunque. L’ingresso in città è tutta un’altra cosa. Gli enti locali e lo Stato hanno finanziato questa operazione con 85 milioni di euro per 11.000 posti bici, 7.000 nel primo 4.000 nel secondo. L’expertise olandese nel campo della progettazione marina e fluviale ha permesso di scegliere le soluzioni più innovative sempre con un occhio attento alla sostenibilità e all’impatto sull’ambiente circostante.

UN GIOIELLO ARCHITETTONICO

Nel primo caso, il parcheggio di Stationplein dove prima sorgeva la stazione dei pullman, è stato restituito spazio all’acqua e al di sotto di questa è stato realizzato un gioiello architettonico e ingegneristico progettato per i tanti pendolari, oltre il 50%, che regolarmente utilizzano la bicicletta per arrivare in stazione. La nuova area  è stata completamente prosciugata e allargata per consentire i lavori del parcheggio e successivamente di nuovo riempita per consentire il transito e l’ormeggio dei battelli turistici della città. L’accesso al parcheggio, ma gli olandesi lo chiamano Stallen come le stalle per i cavalli, è attraverso tapis roulant multipli che consentono di condurre facilmente a mano la bici fino ai tornelli d’ingresso. Un tag incollato sulla bici oppure una card di abbonamento consente un accesso rapido e senza code per i frettolosi utenti. Il parcheggio è gratuito per le prime 24 ore e poi 1,35€ al giorno ma dopo 28 giorni il mezzo viene rimosso per evitare che anche questo spazio si trasformi in un cimitero di ruggine e gomma. Non mancano le bici OV a noleggio, come in tutte le stazioni olandesi, che occupano una intera sezione della costruzione.  In linea con il time saving che sottende questo progetto, l’accesso alla metro e alla stazione è diretto attraverso nuovi passaggi e corridoi. L’ambiente è splendidamente sostenuto da bianche colonne slanciate che indicano la disponibilità di posti liberi nel corridoio attraverso luci a LED. Le colonne sono numerate ma i singoli posti no. Perché? Forse si confida sull’abilità dei ciclisti olandesi di individuare il proprio mezzo anche in mezzo a centinaia di bici simili? La soluzione la sapremo a operazione avviata. Gli stalli sono a due piani ma risulta estremamente semplice alloggiare la propria bici anche al piano superiore attraverso un sistema a molla che facilita l’operazione. C’è persino uno shop con una ciclofficina che può tornare davvero utile in caso di necessità per i 7.000 utenti.  

UNA SANTA ALLEANZA

Non sorprende che in pochi giorni il parcheggio per bici di Stationplein sia diventata la nuova attrazione turistica di Amsterdam perché, come in tutti i progetti di infrastrutture in Olanda, è sempre previsto un budget per l’arte. Così troviamo riproduzioni di quadri famosi sulle vetrate dello shop, mappe antiche della città sulle pareti, sculture degli anni 60 recuperate da una costruzione demolita e inserite sulla parete di fondo, grandi luci circolari che documentano la storia navale dell’Olanda attraverso quadri storici e  da ultimo il tunnel che conduce alla stazione decorato con maioliche artistiche. Insomma bello e funzionale. What else? L’altro parcheggio, l’IJBoulevard sviluppa oltre 4.000 mq per 4.000 biciclette. Posto sul retro della stazione centrale ha consentito la realizzazione di un boulevard pedonale di 6.000mq sul fiume IJ, un nuovo spazio panoramico per i cittadini provvisto di sedili in pietra naturale, scale e piattaforme in legno. La messa in opera di questa infrastruttura è stata resa possibile grazie a nuove e ardite tecniche di costruzione, di montaggio e di trasporto. Il tunnel di forma arcuata per rispettare le acque del fiume IJ, largo 17 metri al centro e 24 agli estremi, è stato costruito nei cantieri Western Dockland di Amsterdam e poi trasportato in loco via fiume e deposto su pilastri. Questo ha consentito il massimo rispetto dell’ambiente acquatico nonché la possibilità di realizzare nella parte superiore il passeggio pedonale. È la prima volta che viene adottata questa tecnologia per un parcheggio di biciclette. Solitamente il tunnel viene deposto sul fondo mentre in questo caso è stato immerso per metà consentendo la creazione del boulevard. Considerata la location delicata del luogo dove si intersecano tunnel metro e automobilistici, nonché un fitto traffico fluviale, risulta ancora più ardita la progettazione e ultimazione di questo piccolo miracolo di ingegneria subacquea. Stavolta non una lotta tra l’uomo e l’acqua bensì una santa alleanza. C’è qualcosa di nuovo nei Paesi Bassi.

BIODIVERSITA’ SALVA

Massima attenzione è stata dedicata inoltre alla parte sommersa promuovendo la biodiversità dell’ambiente circostante. L’uso di cemento poroso consente la crescita di piante e molluschi, le reti ad alveare fungono da nursery per piccoli pesci e avannotti, le pareti in fibra di cocco servono per purificare le acque e le piante acquatiche, la rete di protezione consente di separare i rifiuti presenti nel fiume e proteggere i biotopi dei piccoli animali acquatici. Insomma, impatto quasi zero. L’amministrazione cittadina, in linea con le previsioni di sempre maggiore richiesta di trasporto pubblico nei prossimi anni, prevede la costruzione di altri 8.500 posti bici in città. Il vantaggio del trasporto bici-treno è non solo in termini di benessere ma anche di costi per la comunità. Avere rimosso quel monumento alla ruggine che accoglieva i turisti e i cittadini che arrivavano in stazione ha consentito di mostrare come la politica degli spazi cittadini in un luogo così antropizzato quale Amsterdam possa essere condotta con strumenti e progetti all’avanguardia che non solo promuovono una mobilità dolce ma mettono al centro del discorso il pedone. Riconquistare gli spazi sottratti dalla modernità a coloro che vogliono camminare in città deve essere l’obiettivo finale di tutte le politiche urbanistiche di questi anni. Ad Amsterdam la strada è segnata.