La natura è maestra di innovazione. La biomimesi

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La biomimesi. Quando la natura è maestra di innovazione 

Di Daniele Durso

In un mondo sempre più orientato verso la sostenibilità e l’innovazione, la biomimesi emerge come un campo rivoluzionario che cerca soluzioni nei sistemi e negli adattamenti naturali per affrontare le sfide umane. Questo approccio non solo offre soluzioni sostenibili ma stimola anche un nuovo modo di pensare il design, l’ingegneria e l’architettura, basato sull’osservazione e l’imitazione della natura
 

La biomimesi, termine derivato dal greco “bios” (vita) e “mimesis” (imitazione), è stata formalmente introdotta negli anni ’90 da Janine Benyus, una biologa che ha sottolineato il potenziale delle soluzioni naturali per risolvere problemi umani. Il principio fondamentale della biomimesi è che la natura, attraverso miliardi di anni di evoluzione, ha già “testato” soluzioni efficienti per molte delle sfide che noi affrontiamo oggi.

Applicazioni

Velcro: Un classico esempio di biomimesi è lo sviluppo del velcro, ispirato agli uncini delle spighe di bardana che si attaccano ai tessuti. Questa osservazione ha portato alla creazione di un sistema di chiusura versatile e riutilizzabile.

Treni e aerodinamica: Il design frontale del treno Shinkansen in Giappone è stato ispirato dal becco del martin pescatore, riducendo il rumore del boom sonico quando il treno emerge da un tunnel e aumentando l’efficienza energetica.

Architettura e climatizzazione: L’Eastgate Centre for Termite Mound Science Innovation, più comunemente conosciuto semplicemente come Eastgate Centre, in Zimbabwe utilizza un sistema di ventilazione ispirato ai termitai africani, permettendo un controllo naturale della temperatura senza il bisogno di aria condizionata. Nella costruzione del loro habitat le termiti lasciano una moltitudine di piccoli fori che permettono all’aria di circolare. L’aria fresca viene immagazzinata all’interno, mentre il calore viene evacuato verso l’esterno. Allo stesso modo, all’interno dell’Eastgate Centre, dove il termometro non supera i 27 °C.  neppure durante le ondate di calore, non fa uso dell’aria condizionata e consuma il 90% di energia in meno rispetto a un edificio tradizionale.

Materiali autopulenti: Ispirandosi alla superficie delle foglie di loto, che respingono acqua e sporco, sono stati sviluppati rivestimenti e materiali con proprietà simili, riducendo la necessità di detergenti chimici.

Benefici e sfide

La biomimesi promette non solo innovazioni tecnologiche, ma anche un impatto ambientale ridotto, poiché molte soluzioni naturali sono intrinsecamente sostenibili. Tuttavia, le sfide rimangono, soprattutto nel tradurre le complesse strutture biologiche in applicazioni pratiche e nel garantire che questi processi siano effettivamente ecocompatibili su larga scala.

Verso un futuro sostenibile

L’approccio biomimetico apre la strada a un futuro in cui l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale possono andare di pari passo. Attraverso un impegno continuo nella ricerca e nello sviluppo, e una maggiore collaborazione tra scienziati, designer e ingegneri, la biomimesi può continuare a ispirare soluzioni che rispettano e valorizzano il nostro pianeta. La biomimesi, dunque, rappresenta un ponte tra la comprensione biologica e l’innovazione umana, offrendo un vasto potenziale per lo sviluppo sostenibile. Mentre esploriamo ulteriormente il catalogo della natura per soluzioni, rimane fondamentale mantenere un approccio rispettoso e sostenibile, ricordando che il vero maestro in questo processo è la natura stessa.