Cammina Molise

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Un progetto culturale per conoscere concretamente luoghi e persone. Rendere più vive le tradizioni, sviluppare iniziative sostenibili e innovative. Con l’accoglienza degli abitanti e il loro desierio di rimanere nelle case di sempre

Camminare per conoscere direttamente ambiente, luoghi, culture di una regione, avere un contatto vero con le persone, creare nuovo interesse e  speranza, contribuire alla rinascita dei borghi. È l’impegno che si è assunto Cammina, Molise!, l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale La Terra, che da venti anni promuove cultura, bellezza e ospitalità dei paesi delle terre interne molisane, e ha portato a camminare su sentieri e tratturi del Molise migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. La manifestazione si svolge una volta l’anno, per quattro giorni consecutivi nella pri- ma metà di agosto, coinvolgendo fino a 300 camminatori. L’animatore della manifestazione è Giovanni Germano, che abbiamo intervistato sui temi e le prospettive di un’iniziativa iniziata pionieristicamente nel 1995.Il Cammina, Molise! costituisce un’opportunità per i borghi che attraversa e perché consente di promuovere culture e colture locali…

L’opportunità che i borghi hanno, ospitando i marciatori di Cammina, Molise!, per pro- muovere il proprio territorio, e quindi la propria cultura e le proprie colture, viene testimoniata dall’accoglienza, sincera e calorosa, ispirata al senso di ospitalità ancora integro tra i pochi abitanti rimasti a resistere in questi piccoli paesi. Come se tutta questa gente, arrivata quasi in un sogno in maniera così massiccia ed improvvisa, fosse l’ultimo appiglio a cui aggrapparsi per sperare ancora ed a cui si affida il messaggio di testimonianza della voglia di rimanere, per continuare ad alimentare la ricca storia della cultura e delle colture di queste aree interne falcidiate dall’abbandono.

Esempi di borghi virtuosi incontrati?

Qui voglio citare un borgo su tutti, Castel del Giudice, dove amministrazione comunale, imprenditoria locale e cittadinanza hanno trovato una felice sintesi producendo virtuose pratiche. Castel del Giudice testimonia come sia possibile scommettere, con successo, su un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. È la storia di un patto con cui i 350 abitanti di questo comune, senza rassegnarsi al declino del proprio territorio, hanno dato vita, assieme all’amministrazione comunale, a un modello di governance territoriale caratterizzato da tre elementi: la partecipazione di- retta dei cittadini alle scelte di sviluppo; la trasformazione di ogni debolezza in forza; la valorizzazione della qualità ambientale del territorio. Il territorio ha ottenuto la certificazione ambientale, sono state promosse iniziative in ambito agricolo, sociale e turistico e sono state costituite tre società, una ogni 110 abitanti, con la partecipazione diretta dei cittadini in qualità di soci investitori, che hanno consentito di sviluppare un azionariato popolare. Primo risultato, lo sviluppo agricolo: cinquanta cittadini hanno costituito la Società Agricola Me- lise S.r.l. per il recupero dei terreni agri- coli in abbandono e la coltivazione biologica di mele, susine, ciliegie, fra- gole, farro, con relativa trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Secondo risultato, lo sviluppo sociale e della comunità: è stata costituita la Società San Nicola, il patrono del paese, che, mediante la riconversione della scuola  elementare chiusa da diversi anni per mancanza di iscritti, garantisce accoglienza, assistenza sanitaria, prestazioni di recupero a persone non autosufficienti, anziani e disabili, offrendo lavoro a diverse persone. Terzo risultato, lo sviluppo turistico: è stata costituita la Vello S.p.A., Società di Trasformazione Urbana, che vede tra i soci il Comune, partner privati e il coinvolgimento dei proprietari degli immobili destinati a essere recuperati, con l’obiettivo di dare nuova vita al Borgo Tufi, un prezioso esempio di architettura rurale, ben conservato nelle sue caratteristiche originarie.

Qual è la risposta delle istituzioni locali rispetto al progetto Cammina, Molise!?

Di Sindaci  sensibili, preparati e tenaci ne abbiamo incontrati tanti in questi anni, ma solo negli ultimi tempi l’Associazione Culturale La Terra è riuscita, dopo anni di ingiustificato disinteresse da parte delle istituzioni regionali politiche, economiche e culturali, a creare finalmente proficui spiragli di collaborazione, per far fruttare l’enorme lavoro fatto sul territorio dalla manifestazione, sia con l’attuale amministrazione Regionale sia con l’Università del Molise, specialmente con il Dipartimento di Scienze Turistiche. La collaborazione con l’Università, in particolare, già sta producendo frutti tangibili.

Si può tentare un identikit del camminante? Con quale spirito prendono parte all’iniziativa?

Il Cammina, Molise!, nei due decenni di attività, ha consentito a migliaia di persone di conoscere e apprezzare questa terra visitandola a piedi, con una modalità originale, capace di coniugare, attraverso una sorta di pelle- grinaggio laico e conviviale, la conoscenza del paesaggio, l’ospitalità della popolazione, la pervasività del patrimonio culturale, con la genuinità e l’eccellenza dei prodotti agricoli, artigianali e dell’alimentazione. Il camminatore, che qui non è un oggetto in mano al- l’agenzia turistica, diventa protagonista della camminata, interagisce con tutto quello che gli accade intorno in un susseguirsi di avvenimenti da cui viene totalmente preso. Cammina, balla, canta, suona, parla con chi gli si trova a fianco, familiarizza, ascolta ed impara, vede ed ammira, fatica ed infine viene accolto dalla gente del posto e gusta il senso genuino dell’ospitalità.

Le eccellenze agricole molisane?

La civiltà contadina, che per secoli ha caratterizzato l’economia molisana, nel dopoguerra ha subito una crisi irreversibile, comune a tutte le aree  interne appenniniche specialmente meridionali, che ha prodotto l’abbandono delle terre che conosciamo. Negli ultimi anni, con il fallimento del lancio industriale caratterizzato dal Nucleo Fiat a Termoli che doveva servire da volano allo sviluppo di tutta la regione, si nota una certa ripresa delle attività legate all’agricoltura e alla pastorizia. Importanti, ad esempio, sono i vitigni del me- dio-basso Molise, che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, con particolare accezione alla Tintilia, e poi gli uliveti, presenti in tutta la regione, che forniscono pregiati olii extravergine di marca nazionale. Considerevoli anche le prestigiose produzioni di tartufo, miele, formaggi e salumi, fino ad arrivare ai famosi prodotti tipici, come il Caciocavallo di Frosolone o la Pampanella di San Martino in Pensilis e la Pezzata di Capracotta.

Nei lunghi anni di cammino attraverso il Molise avete notato un cambiamento nell’atteggiamento dei residenti locali nei confronti della natura? C’è sensibilità rispetto alla tutela dell’ambiente nei Comuni? Pensiamo alla raccolta differenziata e al problema delle trivellazioni in mare davanti alle coste mo- lisane intorno a cui è nato un movimento  di opinione.Con l’abbandono delle terre e dei borghi, ma soprattutto con l’abbandono dei giovani da una parte e dall’altra il cattivo esempio, la mancanza di sensibilità o peggio l’avidità da parte di chi amministra la cosa pubblica e di imprenditori con pochi scrupoli, si è cercato negli ultimi anni di aggredire il territorio con interventi  che hanno  iniziato a produrre scempi in alcuni casi pur- troppo irreversibili. È il caso delle centinaia di terrificanti pale eoliche, sorte sulle nostre colline in maniera selvaggia senza alcun piano, o dei mega-interventi infrastrutturali (bretelle, ponti, viadotti…) sproporzionati rispetto al territorio che dovrebbero servire e, spesso, iniziati e mai finiti. In questi lunghi anni di cammino abbiamo cercato di por- tare nei nostri borghi la testimonianza del rispetto dell’ambiente, perché solo così si può sostenere il progetto di creare un flusso turistico mitigato, capace di risollevare le sorti di queste aree interne. Così nostri marciatori si sono ritrovati a condividere, e spesso a promuovere attraverso l’A.C. La Terra, lotte e comitati contro l’eolico selvaggio, le centrali  delle  biomasse sul Matese, le trivellazioni sull’Adriatico, i vari interventi sconsiderati sui nostri Tratturi, e così via. Devo riconoscere che negli ultimi anni sia da parte dei Sindaci più accorti sia da parte dei comitati che si battono, spesso con risultati, per tutelare l’ambiente.

Ci fornisce un esempio positivo del rap- porto tra molisani e l’ambiente? Esistono gruppi o cooperative che operano per sviluppare e diffondere un’agricoltura ecosostenibile e di qualità?L’esempio di Castel del Giudice, in Alto Molise, di cui sopra abbiamo parlato, è quello, a parer mio, più eclatante, anche perché sono arrivati riconoscimenti a livello nazionale, come il Premio Angelo Vassallo, promosso da Legambiente e Anci con Slow-Food, Libera, Comune di Pollica e Federparchi. Un premio, in ricordo del Sindaco di Pollica ucciso nel 2010, rivolto ogni anno ad amministratori di piccoli Comuni italiani impegnati in politiche lungimiranti e innovative che abbiano al centro l’ambiente e la valorizzazione al territorio come il sindaco pescatore che ha ispirato il premio. Esiste poi una miriade di gruppi o cooperative che operano in funzione di uno sviluppo di un’agricoltura ecosostenibile su tutto il territorio, specie però nel Basso Molise, come la Fattoria Di Vaira di Petacciato. Qui voglio però segnalare l’attività di alcune aziende dislocate nel Molise Centrale, non lontane dal capoluogo. Vicino a Campobasso la fattoria della Cooperativa I colori della terra produce fragole attraverso il metodo organico, che dà frutto in vari periodi dell’anno, distribuendo la fruttificazione in diversi mesi. Questa cooperativa produce anche fagiolini, pomodori, peperoni e melanzane, coltiva fragole ad alta quota, usa tecnologia moderna (pacciama- tura, impianto di irrigazione a goccia).   I colori della terra ha membri che sono emigrati dal Marocco, Bangladesh e  Libia. In modo analogo funziona l’azienda agricola Tenuta Mauro, dove con l’aiuto dei migranti e lavoratori di San Giovanni in Galdo produce ortaggi che vengono coltivati in modo tradizionale. Il giardino, che ricorda vecchi orti fa- miliari tradizionali italiani che abbondano di diverse verdure (pomodori, peperoni, fagioli, cipolle), ha sapore fresco e buono. L’azienda dispone di un museo con oggetti tradizionali per la preparazione dei cibi e la lavorazione del suolo. Nella Regione Molise si sta cercando di avviare un processo di formazione di cooperative sociali che intendono coprire l’intero ciclo di produzione, dalla coltivazione dei prodotti alla trasformazione, dalla vendita allo sviluppo del turismo rurale. In quel modo sta lavorando la cooperativa Dialogo, a Campolieto: produce mele e vari vegetali, tra cui l’antica varietà limoncella.

Il Cammina, Molise! svolge una funzione di promozione dell’imprenditoria giovanile molisana legata al territorio?

Il progetto Cammina, Molise!, ha come obiettivo la messa in moto di un flusso turistico, basato sul camminare, con caratteristiche necessariamente mitigate, che servirà da volano per la   rivitalizzazione economica e culturale delle aree interne del territorio, basata essenzialmente sull’imprenditoria giovanile. L’indotto che questo flusso potenzialmente potrà attivare in armonia con la salvaguardia dell’ambiente riguarderà settori produttivi come la Ricettività e la Ristorazione: alberghi e alberghi diffusi, agriturismi, B&B, punti di ristoro, eccetera; l’Agroalimentare: bio-agricoltura i terreni abbandonati, pastorizia per il recupero dei tratturi, viticoltura per il recupero dei vitigni, prodotti tipici; poi l’Artigianato legato al recupero della pietra, del legno e della pietra in campo edile, ed artigianato legato alla produzioni tipiche territoriali ed al ripristino di manifatture dismesse, eccetera. Quindi la Tutela del territorio: manutenzione dei sentieri, ripristino dell’uso e tutela dei tratturi, interventi contro il dissesto idro-geologico, recupero delle sorgenti, manutenzione dei boschi, ed altri. Infine, Cultura legata al territorio: produzioni e ricerca per musica, canto, ballo, cinema-tv e teatro; valorizzazione dei siti archeologici, religiosi e paesaggistici;  potenziamento di organizzazioni culturali ed ambientaliste, per quanto attiene alle attività relazionate agli studi storici, al recupero dei dialetti e delle tradizioni locali…

Con l’edizione 2015 il Cammina, Molise!, ha concluso il passaggio attraverso l’ultimo Comune non ancora attraversato da questa coloratissima banda di marciatori. Per il prossimo 2016 state studiando nuovi percorsi e nuove modalità di incontro con le comunità?

Sì, abbiamo  attraversato  Termoli,  dove il Cammina, Molise! ancora non metteva piede. Comunque molti dei nostri 136 comuni li abbiamo attraversati già più di una volta. Venti anni sono tanti. Nel 2016 torneremo a visitare i borghi altomolisani sui monti delle Mainarde; penso che per la fine di novembre già sarà pronto il programma di massima della XXII edizione. Visiteremo senz’altro Scapoli, il paese delle zampogne, ed anche i borghi della parte molisana del Parco Nazionale d’Abruzzo.