Il ritorno della Cicogna bianca

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Nella piana di Sibari, in Calabria, è baby boom. Grazie al lavoro dei volontari e al loro “piano casa”.

di Stefano Picchi

Questa è una storia che inizia in una pianura fertile, coltivata a riso e agrumi che si estende tra il massiccio della Sila e quello del Pollino, alla foce del fiume Crati. E ’la piana di Sibari, l’antica città magno greca fondata nell’VIII secolo a.c. Una terra poco conosciuta che, negli ultimi anni, è il teatro di un felice ritorno: la cicogna bianca ha ripreso qui a vivere e a riprodursi dopo secoli di assenza. Scomparsa dall’Italia alla fine del XVI secolo, probabilmente a causa della caccia, la cicogna ha continuato a frequentare il nostro paese attraversandolo durante le migrazioni, ma senza fermarsi a riprodursi. Fino al 1959,  quando fu registrata la prima coppia nidificante in Piemonte. Da li un crescendo di  avvistamenti ma anche di iniziative per facilitare il ritorno di questo meraviglioso animale sul nostro territorio, portate avanti da volontari di associazioni ambientaliste. Oggi la specie è riconosciuta come nidificante in Italia e sono centinaia le giovani cicogne nate ogni anno, tra cui quelle calabresi. Ma molti sono ancora gli ostacoli da superare per considerarla definitivamente fuori pericolo, anche in Calabria. Questa è una storia di animali, ma anche di persone, quelle che hanno aiutato questo inatteso ritorno.

Insieme per la natura

Siamo alla fine degli anni ‘80, nei dintorni di Cosenza, Rende per l’esattezza. Alcuni studenti di Scienze Naturali condividono una passione non molto diffusa da queste parti, come del resto in altre regioni: l’osservazione in natura degli uccelli e degli altri animali selvatici. Il tempo libero è tutto dedicato a scoprire con il binocolo il territorio tra Cosenza e Sibari. Le uscite sul campo si alternano allo studio.

Il gruppo di amici costituisce la sezione di Rende della Lega Italiana Protezione Uccelli che a livello nazionale comincia presto a distinguersi per la quantità e la qualità delle iniziative che organizza sul territorio. Un luogo dove la bellezza della natura aspra e selvaggia contrasta con le problematiche sociali come la mancanza di lavoro, la criminalità organizzata, e le sfrenate ambizioni urbanistiche travestite da progresso che rosicchiano ogni anno preziosi ambienti naturali. Alle attività di tutela diretta si aggiungono le iniziative per le scuole, coscienti che insegnando ai piccoli si possano fare grandi cose per l’ambiente.

 Un premio inatteso

Quasi a premiare l’impegno per la natura, una coppia di cicogne nidifica nel 1991 vicino a Sibari e nel 1996 nella valle del Crati. E’ un evento magico, inatteso. I volontari della LIPU di Rende li seguono con entusiasmo e attenzione. Anche se purtroppo non si ripeteranno negli anni successivi, queste nidificazioni sporadiche segneranno comunque l’inizio di un timido ma grande ritorno della cicogna in Calabria.

Passano infatti alcuni anni quando nel 2002, alle porte di Cosenza, nidifica nuovamente una coppia di cicogne. I ragazzi della LIPU decidono che questa volta è il momento non solo di osservare, ma di dare una mano alle cicogne “calabresi”. Dopo lo studio di progetti simili realizzati in Europa viene elaborato e avviato il “Progetto Cicogna Calabria”, che si rivelerà una delle più efficaci iniziative di conservazione della natura in Italia portate avanti da volontari: ad oggi sono circa 400 le cicogne nate in Calabria da quell’anno!

Il “Piano casa” per le Cicogne

In natura, la cicogna predilige costruire il nido su grandi alberi o su strutture rocciose. Ma da secoli, nel resto d’Europa, l’uomo ha inconsapevolmente offerto ottimi supporti ai grandi nidi di arbusti: campanili, torri, tetti. In Calabria, tuttavia, la situazione è diversa. Le cicogne è come se sentissero di non potere utilizzare le stesse strutture, non hanno ancora questa confidenza con l’uomo. Si decide dunque di installare delle piattaforme di legno di circa un metro di diametro, ricavate da bobine dell’Enel, in cima a dei tralicci elettrici presenti nelle campagne. L’idea è favorire la sosta delle cicogne in migrazione, mostrando un luogo accogliente per potere realizzare il nido. Si scelgono le aree più adatte, perché interessate dal flusso migratorio, perché più idonee e vicine a precedenti tentativi di nidificazione. Viene coinvolta l’ENEL Calabria, che lodevolmente collabora con la LIPU per l’installazione delle piattaforme sui tralicci e la fornitura delle bobine di legno, nonché per la messa in sicurezza dei cavi, evitando così rischi di elettrocuzione degli animali. E funziona.

Baby boom!

Nel marzo del 2007, a distanza di 4 anni dall’inizio del progetto, finalmente, una coppia di cicogne utilizza una piattaforma artificiale nella Piana di Sibari. E’ la prima nidificazione in Calabria favorita dall’uomo tramite piattaforme installate appositamente. Un evento che non rimarrà isolato: nel 2009, altre 4 coppie di cicogne nidificheranno su altrettante piattaforme-nido, una nella Valle del Crati e tre nella Piana di Sibari. Nel 2012 si aggiungeranno altri siti riproduttivi, nella Piana di Tarsia e, per la prima volta, nel comune di Rende e Bisignano. Nel 2013 la specie nidifica alla foce del Neto, nel comune di Crotone, e, dopo cinque anni, una coppia ritorna a nidificare nel territorio di Luzzi (Cs). La popolazione di cicogna cresce costantemente passando dalle 2 coppie nidificanti del 2002 alle 16 coppie del 2015, tutte nidificanti sulle piattaforme artificiali del progetto (vedi tabella). Il “piano casa” per le Cicogne ha funzionato! Anche il numero di nati cresce negli anni al punto che nel 2015 nascono in Calabria 54 giovani cicogne.

Dopo 30 anni anche quei ragazzi che condivisero un sogno sono cresciuti e ad essi negli anni si sono aggiunti nuovi volontari. Oggi continuano il Progetto Cicogna Calabria con alcune innovazioni: hanno creato la possibilità di “adottare” un nido ad esempio. Con un piccolo contributo economico si aiuta la continuazione e l’estensione del progetto e si garantisce la manutenzione delle piattaforme-nidi già esistenti. Vengono svolte attività didattiche con le scuole locali, portando gli studenti a vedere i nidi, creando ricordi indelebili. Le visite vengono svolte a una distanza di sicurezza per non disturbare gli animali, che si avvicendano al nido durante la cova, le grandi ali bianche che planano sui nidi, e il ticchettio dei lunghi becchi rossi usati come richiamo conquistano gli occhi e il cuore di bambini e insegnanti. I volontari organizzano anche i “Cicogna days” con escursioni aperte ai cittadini che si tengono ai primi di giugno per mostrare la meraviglia della nidificazione delle cicogne. E continuano a costruire e a installare piattaforme per le cicogne in nuove aree, perché solo un impegno costante può assicurare il volo maestoso e pacifico della cicogna in Calabria.