Un arcobaleno di frutta

Forme e colori

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Un arcobaleno di frutta


di Angela Chimienti

Attraverso le forme e i colori, i frutti trasmettono messaggi e nascondono funzioni. Una trama di storie segrete che narrano di lunghe coesistenze e coevoluzioni fra organismi diversi e fra questi e l’ambiente esterno


Dal giallo, all’arancio, al rosso, quando si parla di frutta non si può fare a meno di pensare ai suoi meravigliosi colori!

Un vero e proprio arcobaleno a cui spesso si associa il concetto di benessere, poiché ogni colore rivela inconsapevolmente virtù, proprietà e principi nutritivi.

Ma non è tutto qui! Le sfumature dei frutti sono tante e vivaci, vi siete mai chiesti, però, come mai sono così differenziate in natura? Oltre a essere belli da osservare i colori portano messaggi e nascondono funzioni associate, come attirare l’attenzione e trasmettere informazioni.

In che modo è possibile estendere questi concetti all’evoluzione del colore dei frutti? Cerchiamo di scoprirne di più!

Per oltre un secolo,  la comprensione dell’origine e del significato adattativo del colore della frutta ha rappresentato una vivace fonte di dibattito. La diversità del colore dei frutti è stata attribuita a vincoli filogenetici o ambientali e alla protezione da specie animali antagoniste.

Eppure, “l’ipotesi della dispersione”, la più vecchia, meglio documentata e più controversa teoria a riguardo, afferma che il colore dei frutti carnosi si sia evoluto per massimizzare la rilevazione visiva da parte di specifici animali mutualisti per facilitare la dispersione dei semi.

Gli animali disperdenti, difatti, variano notevolmente nelle loro capacità visive*. Di conseguenza i frutti che dipendono dalla dispersione da parte di frugivori diversi sono soggetti a pressioni selettive differenti, sia nell’intensità sia nella direzione, e questo risulterebbe in una diversificazione dei loro colori.

Una teoria dibattuta

Nonostante l’ampiezza della ricerca in questione, la questione rimane controversa. Il disaccordo in corso potrebbe in parte derivare dal fatto che molti studi hanno fatto affidamento su valutazioni umane soggettive del colore della frutta, cioè le specie sono assegnate a classi, come il rosso o il giallo, con il rischio di inciampare in semplificazioni e imprecisioni. In questi casi, infatti, è possibile che avvenga una classificazione erronea dei colori e una sottostima della loro diversità complessiva.

Il colore dei frutti, probabilmente, è guidato da molteplici fattori, oltre alla potenziale selezione per massimizzare la rilevabilità per i dispersori. Più nello specifico, è stato proposto che le variabili che influenzano il colore delle foglie, come latitudine, temperatura e proprietà del suolo, potrebbero influire anche sulle colorazioni della frutta.

Il ruolo del sole

Nell’ambito di uno studio condotto nel 2018 (Kim Valenta et al.) e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, alcuni ricercatori hanno utilizzato un metodo comparativo per analizzare gli agenti che guidano la variazione nel colore dei frutti e comprenderne l’origine e il significato. In questo senso un ruolo importante è svolto dalla radiazione solare.

Ebbene sì, come sappiamo il sole riveste un ruolo fondamentale per la vita sul nostro pianeta. La luce solare è richiesta per mantenere le funzioni della flora ma l’assorbimento a determinati spettri, in particolare nell’ultravioletto, può essere dannoso e persino fatale per i tessuti vegetali.

Come si difendono le piante e in che modo questo coinvolge il colore dei frutti?

Gli organismi vegetali dispongono di sistemi per rilevare e rispondere alle variazioni della luce ambientale e per attenuare i danni della radiazione solare tramite l’uso di pigmenti vegetali, veri e propri “schermi fotoprotettivi” che assorbono radiazioni di una determinata lunghezza d’onda.

Un esempio è rappresentato dagli antociani, che donano la colorazione rossa, blu o violetta ai fiori e a taluni frutti (mirtilli, ciliege, uva, prugne, ecc.) assumendo gradazioni diverse secondo l’acidità dei succhi cellulari che li contengono. Tuttavia, questi pigmenti sono importanti anche per la nota funzione biologica di richiamo degli insetti attivi nell’impollinazione entomofila delle piante. 

Il colore del frutto, quindi, assume rapidamente una connotazione diversa: non si tratta più solo di una caratteristica esteriore tipica, ma del risultato tangibile di un complesso meccanismo evolutivo e finalizzato a compiti precisi!

E gli animali mutualisti?

Dalla ricerca è emerso che alcuni tratti, come il profumo e le dimensioni dei frutti, possono essere malleabili alle pressioni selettive esercitate da animali mutualisti.

Un aspetto interessante riguarda anche le differenze nella colorazione della frutta tra le specie che fanno affidamento esclusivamente sui mammiferi per la dispersione dei semi e quelli che si basano, almeno in parte, sugli uccelli. In quest’ultimo caso i frutti riflettono maggiormente nella parte rossa dello spettro visibile, mentre quelli dispersi dai mammiferi riflettono maggiormente nella parte verde. Da cosa dipende questa particolarità? La capacità di riflettere nella banda di colore rosso può aumentare il contrasto cromatico con le foglie, e permette agli uccelli di identificare e localizzare i frutti maturi. Quanto ai mammiferi invece, come sostenuto da precedenti indagini, il tatto e l’olfatto sarebbero fondamentali per alcune relazioni con il mondo vegetale.

Per concludere e rispondere alle nostre domande iniziali, il colore della frutta sembra essere ampiamente influenzato sia da fattori abiotici** sia dall’interazione con gli animali che disperdono i semi. Ancora una volta la natura non smette di sorprenderci! Attraverso i colori e le forme racconta una trama di storie segrete che narrano di lunghe coesistenze e coevoluzioni fra organismi diversi e fra questi e l’ambiente esterno. Bisogna solo dare spazio alla curiosità e mettersi in ascolto!

*gli uccelli possiedono una visione a colori tetracromatica, la maggior parte dei mammiferi sono dicromatici, e i primati sono dicromatici, tricromatici o polimorfici.

**Suolo, sottosuolo, acqua, luce, aria, fattori climatici, etc.

Per saperne di più: Kim Valenta, Urs Kalbitzer, Diary Razafimandimby, Patrick Omeja, Manfred Ayasse, Colin A. Chapman & Omer Nevo, The evolution of fruit colour: phylogeny, abiotic factors and the role of mutualists, Scientific Reports, (2018) 8:14302 | DOI:10.1038/s41598-018-32604-x (Creative Commons Attribution 4.0 International License)