Come vivono e come si riproducono i funghi?

0
2226
come si riproducono i funghi
Fungo simbionte © Pietro Curti

Come vivono e come si riproducono i funghi?

In questo articolo vogliamo rispondere ad una delle domande che ci è stata fatta spesso dai nostri lettori ed appassionati del settore, ovvero, come vivono e come si riproducono i funghi?

Conoscere con precisione l’ecologia dei funghi ci consente di cercarli nell’habitat appropriato, diverso e peculiare per ogni specie presente nel nostro ecosistema. Singolare il loro sistema riproduttivo, in alcuni casi tanto simile a quello del regno animale.

Ecologia dei funghi

I funghi, a differenza delle piante, sono organismi eterotrofi, quindi sopravvivere e potersi nutrire necessitano dell’apporto di sostanze organiche esattamente come gli animali. In base alla modalità con cui si procurano queste sostanze i funghi vengono suddivisi in tre gruppi principali:

Funghi simbionti o micorrizzici

come si riproducono i funghi
Fungo simbionte © Pietro Curti

Sono funghi il cui micelio si associa alle radici delle piante attraverso un contatto avvolgente chiamato appunto micorriza. Da questa associazione entrambi gli organismi, pianta e fungo ricevono un vantaggio: la pianta riceve acqua e sali minerali dal micelio fungino, che funge quasi da prolungamento del proprio apparato radicale. Il fungo riceve invece dalla pianta zuccheri e altre sostanze organiche necessarie per la propria sopravvivenza. Questo tipo di funghi sono estremamente importanti per il benessere e l’equilibrio del bosco. Tra i principali funghi simbionti ricordiamo quelli del genere Russula, Amanita e la maggior parte delle Boletaceae.

 

Funghi parassiti

come si riproducono i funghi
Fungo parassita ©Massimo Biraghi

Sono quei funghi che si alimentano a spese di organismi viventi, soprattutto piante, determinando uno svantaggio o addirittura la morte dell’ospite sul quale crescono. Questi funghi attraverso il proprio micelio producono particolari enzimi in grado di degradare i principali costituenti del legno (cellulosa e lignina) per poterli così assorbire. Malgrado i loro ruolo di “killer” anche questi funghi sono importanti per l’ambiente in quanto, attaccando soprattutto piante deboli o malate, permettono una selezione naturale che permette agli esemplari più resistenti di riprodursi. Tra i principali funghi parassiti ricordiamo il chiodino (Armillaria mellea), il piopparello (Cyclocybe aegerita) e la maggior parte delle Polyporaceae.

 

Funghi saprotrofi

Fungo saprotrofo su strobilo di Pino ©Pietro Curti

Questi funghi vivono degradando sostanza organica vegetale già morta costituita ad esempio da foglie e legno, decomponendole in materia inorganica nuovamente disponibile per gli organismi autotrofi, cioè le piante. Anche la maggior parte dei funghi parassiti sono in grado di comportarsi da saprotrofi una volta portata la pianta ospite alla morte. Questi funghi svolgono un ruolo essenziale di “pulizia” in quanto senza la loro azione il materiale organico delle piante morte continuerebbe ad accumularsi rendendo di fatto impossibile lo svolgersi della vita. Moltissimi funghi appartenenti alle più svariate famiglie hanno questo tipo di ecologia, dai funghi prettamente lignicoli ai funghi cosiddetti di lettiera, che vivono cioè degradando lo strato di foglie e detriti che si accumula sul suolo dei boschi.

 

L’imenoforo

come si riproducono i funghi
Imenio idnoide © Pietro Curti

L’imenio o imenoforo è la parte fertile dei funghi, cioè la struttura in cui si formano le spore, che in seguito disperdendosi e germinando in luoghi adatti ne garantiranno la riproduzione. Esso può assumere svariate forme e costituisce un carattere fondamentale da osservare per la corretta determinazione dei funghi. Le principali tipologie di imenoforo che possiamo osservare sono:

  • Imenio liscio è la forma più semplice di imenio , ad occhio nudo appare indifferenziato dal resto del fungo nonostante possieda tutte le strutture necessarie alla produzione delle spore. Molti funghi possiedono questo tipo di imenio, tra i più conosciuti ricordiamo le Trombette dei morti (Craterellus cornucopioides), praticamente tutti gli Ascomiceti e molte Polyporaceael.
  • Imenio pliciforme è costituito da pieghe più o meno fitte che possono somigliare a lamelle ma a differenza di queste ultime sono indifferenziate dalla trama del cappello, e sono quindi formate dai tessuti con la medesima struttura. Alcuni fra i funghi più apprezzati in cucina hanno questo tipo di imenio, come i finferli (Cantharellus cibarius) e le finferle (Craterellus lutescens e Craterellus tubaeformis).
  • Imenio lamellare è formato da vere è proprie lamelle, ben differenziate dalla trama del cappello a cui sono fissate. La maggior parte dei Basidiomiceti hanno imenoforo di questo tipo. Fra i generi più conosciuti citiamo Agaricus, Amanita, Cortinarius, Russula e Lactarius.
  • Imenio a pori e tubuli è costituito da numerosi tubuli, più o meno sottili, appressati fra loro, e terminanti con un poro nella parte inferiore. Molti funghi raccolti per scopi alimentari possiedono questa tipologia imeniale, ad esempio i Boletus e molte Polyporaceae.

Come nel caso delle lamelle, anche i tubuli possono essere liberi al gambo oppure più o meno adnati, smarginati o decorrenti.

  • Imenio idnoide è formato da aculei, chiamati appunto idni ricoperti dal tessuto fertile. Tra i funghi con questo tipo di imenio ricordiamo gli steccherini (Hydnum repandum e Hydnum rufescens) ma anche diverse Polyporaceae. Anche in questo caso gli aculei possono essere decorrenti o non decorrenti sul gambo.

 

Tipologia di attacco della lamella dei funghi al gambo

Le lamelle, possono congiungersi al gambo in maniera diversa, l’osservazione di questo carattere è di estrema importanza per il corretto inquadramento tassonomico della specie in esame, e spesso ci guida anche verso la determinazione del corretto genere.

  • lamelle libere al gambo le lamelle dei funghi appartenenti a questa tipologia non arrivano ad inserirsi al gambo ma terminano prima, risalendo e confluendo verso la carne del cappello. Generalmente i funghi con questo tipo di lamelle hanno struttura eterogenea, questo significa che tentando di separare il gambo dal cappello queste due parti si separano facilmente, senza lacerazioni della carne. Tra i funghi più conosciuti con lamelle libere e struttura eterogenea ricordiamo il genere Amanita, i Prataioli (Agaricus) le mazze di tamburo (Macrolepiota).
  • Lamelle annesse in questo caso le lamelle arrivano ad inserirsi nel gambo ma soltanto per un breve tratto della loro larghezza.
  • Lamelle adnate le lamelle di questi funghi si inseriscono nel gambo aderendo ad esso per tutta la loro larghezza, in maniera perpendicolare al gambo stesso.
  • Lamelle smarginate si dice delle lamelle che mostrano un breve dentino discendente all’inserzione sul gambo. In tal caso la lamella, risale verso il cappello per poi ridiscendere sul gambo aderendovi appunto con un breve dentino. Tra i funghi con questo tipo di lamelle ricordiamo il genere Tricholoma.
  • Lamelle decorrenti si definiscono così le lamelle che arrivando al gambo si prolungano discendendo su di esso per un tratto più o meno lungo. Molti funghi hanno lamelle decorrenti, tra questi ricordiamo il genere Pleurotus e la diverse Clitocybe.

In generale i funghi con lamelle adnate, smarginate o decorrenti hanno struttura omogenea e cioè non è possibile separare il gambo dal cappello senza produrre lacerazioni della carne.

 

Come si riproducono i funghi

La riproduzione dei funghi inizia quando una spora si trova su un substrato e in condizioni ambientali ideali germinando e producendo dei filamenti chiamati ife, che si sviluppano formando il micelio. Il micelio, una volta cresciuto e giunto a maturità, sempre in presenza delle giuste condizioni meteorologiche, genererà i corpi fruttiferi, cioè le strutture che noi chiamiamo impropriamente funghi ma che in realtà non sono altro che le strutture riproduttive del vero organismo fungino, ossia tutto il micelio. In seguito i corpi fruttiferi rilasceranno nuove spore nell’ambiente, pronte a ricominciare questo ciclo. Tuttavia non da tutte le spore si genera un micelio già pronto a produrre corpi fruttiferi: in molte specie infatti da ogni spora nascerà un micelio primario con una certa polarità sessuale, positiva e negativa. Solo l’incontro fra due miceli primari di polarità opposta darà vita ad un micelio secondario adatto alla produzione dei corpi fruttiferi.


Autore dell’articolo: Come vivono e come si riproducono i funghi?
Marco Barbanera


Per altre informazioni sui funghi e sulla micologia in genere dai un’occhiata alla nostra Rubrica sulla Micologia.


Tag dell’articolo: Come vivono e come si riproducono i funghi?

Come si riproducono i funghi Come vivono i funghi Micologia Riproduzione dei funghi