I cyber alveari: tutela e innovazione

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I cyber alverari: tutela e innovazione

di Rosario Mascia

Le api svolgono un ruolo insostituibile per l’ambiente. Tre colture alimentari su quattro dipendono, in una certa misura per resa e qualità, dall’impollinazione dalle api.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata mondiale delle api, proclamata dall’Onu. Un insetto, dunque, che svolge un ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo. In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele.

Un lavoro, quello delle api,  che genera un valore economico stimato in circa 153 miliardi di euro l’anno su scala mondiale, 22 miliardi su scala europea e 3 miliardi su scala nazionale. Il ruolo insostituibile svolto da questo insetto è confermato anche da Albert Einstein che sosteneva che “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Api Italia

La situazione delle api nostrane rappresenta dunque un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà, che possono essere anticipate osservando attentamente la vita di questo insetto. Proprio per assicurare un controllo in tempo reale dell’attività nelle arnie ma anche un puntuale biomonitoraggio ambientale arrivano i primi cyber alveari.

Arnie elettroniche collegate ad internet

Queste arnie elettroniche, realizzate da Coldiretti Roma in collaborazione con gli esperti del Crea Agricoltura e Ambiente, sono collegate alla rete internet e dotate di telecamere e sensori capaci di rilevare l’attività di volo, la temperatura e l’umidità interna all’alveare, di registrare il ronzio della colonia, misurare i parametri ambientali di micrometeorologia.

I dati acquisiti vengono trasmessi ad una piattaforma dove l’apicoltore collegato ad internet, magari da uno smartphone, può visualizzarli graficamente, monitorando così a distanza e quasi in tempo reale la sua colonia.

Energia pulita

I cyber alveari sono peraltro alimentati ad energia pulita grazie a piccoli pannelli fotovoltaici, mentre la presenza di un dispositivo di geolocalizzazione permette di segnalare spostamenti della centralina a seguito, ad esempio, di un ribaltamento oppure in caso di furto dell’arnia.

Una spinta all’innovazione che ha fatto crescere la “bee economy” che abbraccia – spiega Coldiretti – ormai diversi settori, dal business delle cerimonie con le agribomboniere con la cera d’api ideate da una apicoltrice abruzzese alla cosmetica con creme e unguenti a base di cera, miele e veleno d’api, create da una produttrice pugliese fino allo sport con bevande energizzanti per atleti di un agricoltore umbro. Un fenomeno che traina anche lo sviluppo di nuove professioni come il sommelier del miele che guida i consumatori a riconoscerne le caratteristiche, arrivando anche a capire da quale pianta o fiore è stato prodotto.