Da qui all’eternità. I PFAS, ovvero la persistenza delle sostanze chimiche

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Da qui all’eternità

I PFAS, ovvero la persistenza delle sostanze chimiche

Di Daniele Durso

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche, note come PFAS, sono composti chimici sintetici che hanno guadagnato la denominazione di “sostanze chimiche eterne” per la loro eccezionale resistenza alla degradazione ambientale. Comprendendo diverse migliaia di varianti, le PFAS presentano rischi significativi per la salute umana e l’ambiente a causa delle loro proprietà repellenti a grasso, sporco e acqua

 

Stabilità e problemi ambientali

I legami carbonio-fluoro nelle PFAS conferiscono una stabilità termica e chimica notevole. Questa caratteristica, sebbene vantaggiosa in numerosi prodotti e processi, diventa problematica nell’ambiente, dove le PFAS resistono quasi completamente alla degradazione. La combinazione della loro stabilità con un’elevata capacità di bioaccumulazione, mobilità e tossicità le rende particolarmente preoccupanti.

Salute e ambiente

L’esposizione umana alle PFAS può avvenire attraverso l’acqua, l’aria, il suolo e il cibo contaminati. Una volta assorbite, queste sostanze si accumulano e persistono nel corpo umano per lunghi periodi, causando vari problemi di salute come il cancro, danni epatici e compromissione del sistema immunitario, oltre ad effetti negativi sullo sviluppo di neonati e bambini. L’impatto ambientale delle PFAS è altrettanto allarmante, con una diffusione capillare che spesso contamina le fonti d’acqua e influisce sulla biodiversità.

Iniziativa dell’EPA e risposta globale

L’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha intrapreso azioni decise per regolare e contenere la contaminazione da PFAS, stabilendo standard vincolanti per l’acqua potabile e classificando alcune PFAS come sostanze pericolose. Le iniziative includono anche la bonifica di siti contaminati e una “Roadmap Strategica per le PFAS” che mira a migliorare la comprensione scientifica e le tecniche di rilevamento, oltre alla valutazione e gestione dei rischi.

Situazione in Italia e regolamentazione europea

In Italia, la crisi ambientale in Veneto ha evidenziato la gravità della contaminazione da PFAS, spingendo a interventi significativi come l’installazione di filtri a carboni attivi e la promozione di leggi per limitare l’uso di queste sostanze. A livello europeo, il Regolamento REACH ha identificato alcune PFAS come Sostanze Estremamente Preoccupanti (SVHC), imponendo restrizioni e necessitando autorizzazioni per il loro uso. L’Unione Europea, tramite iniziative come la Convenzione di Stoccolma e il Regolamento REACH, valuta l’estensione delle restrizioni a un maggior numero di sostanze PFAS, cercando di prevenire la sostituzione con varianti non regolamentate e di promuovere alternative più sicure. 

Abbiamo bisogno di una regolamentazione proattiva e di una cooperazione internazionale per affrontare le sfide poste da queste sostanze persistenti per garantire la tutela della salute pubblica e la protezione ambientale.