Equilibrio vo’ cercando. Gli orsi e noi

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Equilibrio vo’ cercando. Gli orsi e noi

Di Daniele Durso

L’uccisione dell’orso M90 rivela la mancanza di strategie lungimiranti per garantire la convivenza tra uomo e orso, e sembra trascurare l’importanza di una coesistenza pacifica basata sulla prevenzione dei conflitti e sull’educazione della comunità

La decisione della Provincia Autonoma di Trento di procedere con l’uccisione dell’orso M90 solleva questioni profonde riguardanti la gestione della fauna selvatica e l’interazione tra le autorità locali, la giustizia e le organizzazioni ambientaliste. La rapidità con cui è stato eseguito l’abbattimento, immediatamente dopo l’emissione dell’autorizzazione, sembra precludere la possibilità di un dibattito giudiziario e di un esame critico da parte delle associazioni ambientaliste. Questa azione suggerisce una strategia volta a evitare la revisione giudiziaria, mettendo in luce una problematica gestione del rapporto tra le necessità di sicurezza pubblica e la conservazione della biodiversità.

L’approccio adottato dalla Provincia di Trento nell’affrontare la presenza dell’orso nelle Alpi evidenzia una mancanza di strategie lungimiranti per garantire la convivenza tra uomo e orso, e sembra trascurare l’importanza di una coesistenza pacifica basata sulla prevenzione dei conflitti e sull’educazione della comunità. La rimozione di singoli individui, considerati pericolosi, non risolve le cause alla base del problema e non contribuisce a una gestione sostenibile della specie.

L’insistenza sugli abbattimenti come soluzione principale, senza un investimento proporzionato in misure preventive come la sicurezza dei rifiuti e l’informazione pubblica, riflette un approccio reattivo piuttosto che proattivo. L’esperienza ha dimostrato che la conoscenza e la preparazione della comunità, insieme all’utilizzo di strumenti non letali come il bear spray, possono ridurre significativamente i rischi di incontri pericolosi, promuovendo al contempo la conservazione dell’orso.

Coesistenza

Nessuno, neppure la Provincia di treento può negare che l’integrazione della presenza dell’orso nelle Alpi comporta benefici significativi per l’equilibrio ecologico, che meritano di essere considerati con attenzione. Gli orsi sono componenti chiave degli ecosistemi in cui vivono, agendo come agenti di dispersione di semi e contribuendo alla biodiversità forestale. Attraverso le loro attività alimentari, gli orsi favoriscono la rigenerazione di molte specie vegetali, essenziali per la salute degli habitat naturali. Inoltre, la loro presenza può aiutare a mantenere in equilibrio le popolazioni di alcune specie di animali, prevenendo sovrappopolazioni che potrebbero portare a danni alle risorse naturali e agricole.

L’orso, in qualità di specie ombrello, svolge un ruolo cruciale nella conservazione: proteggendo gli orsi, si proteggono indirettamente anche altri organismi viventi condividendo lo stesso habitat, promuovendo così la diversità e la resilienza ecologica. Questo concetto sottolinea l’importanza di strategie di gestione che vanno oltre la semplice sicurezza umana o la risoluzione di conflitti immediati, mirando invece a preservare le complesse interazioni tra specie che sostengono gli ecosistemi.

Inoltre, è indubbio, come accade in altre aree che la presenza dell’orso può avere un impatto positivo sull’economia locale attraverso il turismo naturalistico, offrendo opportunità di sviluppo sostenibile che valorizzano la conservazione ambientale. Tuttavia, questo richiede un approccio bilanciato che garantisca la sicurezza dei visitatori e delle comunità locali, promuovendo al contempo pratiche rispettose dell’ambiente e dell’orso.

Di fronte a questi benefici ecologici ed economici, è fondamentale che la Provincia di Trento consideri strategie di gestione dell’orso che riconoscano il valore intrinseco e funzionale della loro presenza. Ciò include l’investimento in ricerca e monitoraggio per una migliore comprensione del comportamento degli orsi, lo sviluppo di infrastrutture che minimizzino i conflitti, e programmi educativi mirati a costruire una convivenza armoniosa. Adottando un approccio che valorizzi gli orsi non solo come patrimonio naturale ma anche come alleati nell’equilibrio degli ecosistemi, si possono identificare percorsi per una coesistenza pacifica e produttiva, che arricchisca sia le comunità umane sia la biodiversità alpina.