Fanno primavera! Roma salvaguardia i nidi di rondini e rondoni

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Fanno primavera!

Roma salvaguardia i nidi di rondini e rondoni

Di Daniele Durso

Con l’arrivo della primavera, Roma assiste al ritorno delle rondini e dei rondoni, simboli viventi del cambio di stagione. Questo affascinante fenomeno naturale solleva questioni importanti riguardo la protezione e la salvaguardia di queste specie, la cui presenza nelle aree urbane è sempre più minacciata. In questo contesto, emerge l’importanza delle normative adottate per garantire la sicurezza dei loro nid

Come ricorda Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), una delibera della Giunta capitolina si pone come baluardo nella protezione di queste specie. Secondo questa normativa, infatti, è fatto divieto su tutto il territorio capitolino di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di specie quali rondine, balestruccio, rondone comune, rondone pallido e affini. Si tratta di un provvedimento, dunque, che muove nella direzione di un maggior impegno nella conservazione della biodiversità e nell’integrità degli ecosistemi urbani, essenziale per il mantenimento di un equilibrio naturale all’interno della città.

Responsabilità collettiva

La responsabilità della protezione dei nidi non ricade solo sulle istituzioni, ma coinvolge anche i cittadini, i quali sono invitati a garantire la tutela e la protezione dei nidi durante e oltre il periodo riproduttivo. Riconoscendo che queste specie possono riutilizzare gli stessi nidi per anni, la delibera estende il suo campo di applicazione anche fuori dalla stagione di nidificazione, promuovendo una protezione duratura.

La normativa contempla alcune specifiche deroghe al divieto di rimozione dei nidi, applicabili esclusivamente fuori dal periodo di nidificazione e solo in circostanze particolari. Queste includono la realizzazione di interventi edilizi e la gestione di situazioni che possano comportare rischi igienico-sanitari, sempre nel rispetto delle normative ambientali e con l’obiettivo di minimizzare l’impatto su queste specie, dimostrando un approccio bilanciato che mira a conciliare le esigenze umane con la tutela dell’ambiente.

Buone pratiche

Per facilitare la nidificazione, sono stati introdotti accorgimenti tecnici, quali l’utilizzo di intonaco rugoso per costruire i nidi sotto i cornicioni e l’adattamento dei sottotetti per accogliere queste specie. L’adozione di nidi artificiali rappresenta un’ulteriore misura di supporto, sottolineando l’intento di creare un ambiente urbano accogliente per queste specie migratorie.

La vigilanza sull’applicazione della delibera è affidata alla polizia locale e ad altri organi competenti, che hanno il compito di assicurare il rispetto delle normative e di intervenire in caso di violazioni, garantendo che le disposizioni adottate siano efficacemente attuate.

L’impegno della città di Roma nella protezione dei nidi di rondini e rondoni evidenzia l’importanza di un approccio integrato alla conservazione della biodiversità in ambito urbano. Queste, sono misure non solo contribuiscono a salvaguardare specie preziose per l’ecosistema cittadino ma promuovono anche una maggiore consapevolezza sulla necessità di vivere in armonia con il mondo naturale che ci circonda.