La finanza fossile

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La finanza fossile

Di Daniele Durso

Contro un sistema produttivo che antepone il profitto alle persone è stato indetto da Fridays for Future lo sciopero globale per il clima del 3 marzo. Obiettivo, la fine della finanza fossile

 

La tensione per sempre maggiori profitti sta provocando la distruzione degli ecosistemi e la crisi climatica.
La finanza fossile, causa della crisi climatica, dello sfruttamento neocoloniale, delle guerre e delle violazioni dei diritti umani sta finanziando la distruzione del pianeta rendendo possibile l’estrazione di combustibili fossili che ha un impatto maggiore sulle comunità più colpite dalla crisi climatica e più attive nelle attività contro i nuovi e devastanti progetti di estrazione.

Finanza e diritti

Dalla lotta al fracking nei territori indigeni della tribù Esto’k Gna in Nord America, alla resistenza locale a Huasteca Potosina in Messico o Vaca Muerta in Argentina; la resistenza contro l’oleodotto EACOP in Uganda e Tanzania; la lotta ai giacimenti di gas davanti alla costa del Senegal o ai terminali GNL in Mozambico; la resistenza del popolo peruviano contro la deforestazione e le trivellazioni petrolifere in Amazzonia; alla lotta dei pescatori locali contro TEEPSA in Sud Africa – tutte queste lotte sono collegate e la loro causa è la finanza. Le società di combustibili fossili come Shell, TotalEnergies, Repsol, Perenco o Chevron possono realizzare questi progetti solo grazie al denaro fornito loro da banche, assicuratori e investitori.

Sul baratro

Come sostenuto dall’ Agenzia internazionale dell’energia, dobbiamo porre fine alla finanza fossile ora per rispettare l’accordo di Parigi e limitare il riscaldamento globale a +1,5°C.
L’IPCC ci ha anche ricordato che la finestra di opportunità per raggiungere questo obiettivo si sta chiudendo molto rapidamente. Investire in progetti di combustibili fossili non solo è del tutto incompatibile con l’accordo di Parigi e il diritto internazionale, ma contribuisce all’ecocidio, alla morte di migliaia di esseri umani e alla distruzione del Pianeta.

Che fare

Per tutto questo, Fridays for Future chiede la fine del finanziamento di tutti i progetti sui combustibili fossili che, come non bastasse, aumentano il debito ecologico che il nord del mondo ha nei confronti delle persone e delle aree più colpite dalla crisi climatica. Un debito maggiore di qualsiasi debito finanziario che il Nord del mondo “vanta” sui Paesi più poveri.
Fridays for Future chiede, inoltre, che i Paesi inquinatori cancellino incondizionatamente il debito finanziario del Sud del mondo e risarciscano le perdite e danni di chi è più colpiti dalla crisi climatica.
Occorre sottolineare che la fine della finanza fossile non è una questione di capacità tecnica ma di volontà politica. Le banche di investimento pubbliche e il settore privato devono essere condotte a reindirizzare gli investimenti in combustibili fossili verso progetti sostenibili ed energie rinnovabili. Tutti noi abbiamo, invece, il dovere di sostenere questo cambiamento.