Fragile Italia

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Fragile Italia

Di Daniele Durso

Il nostro Paese è un hotspot dei cambiamenti climatici, un’area del pianeta che subisce un aumento delle temperature più rapido rispetto alla media globale, a causa della sua posizione geografica e delle caratteristiche del suo territorio. Le conseguenze sui sistemi naturali e umani sono gravi e chi lo nega fa male all’Italia

Si può far finta di non capire ma la realtà ci costringe a sbattere la testa contro gli effetti dell’aumento delle temperature globali. A tutti e in special modo a noi Italiani.

E si, il nostro Pese è considerato un hotspot dei cambiamenti climatici.  Cioè rappresenta un’area del pianeta che subisce un aumento delle temperature più rapido rispetto alla media globale, con conseguente impatto sui sistemi naturali e umani. L’Italia, dunque, è particolarmente vulnerabile agli effetti del riscaldamento globale a causa della sua posizione geografica e delle caratteristiche del suo territorio.

I dati elaborati dal CNR-ISAC, mostrano come le temperature medie annuali in Italia sono cresciute negli ultimi due secoli di 1,7°C (pari a oltre 0,8°C per secolo), ma che l’aumento più consistente è avvenuto negli ultimi 50 anni: ben 1,4°C (pari a circa 2,8°C per secolo).

Ecco che, dunque, al Nord, si assiste ad una scomparsa di boschi a causa del surriscaldamento e degli eventi climatici estremi come siccità, incendi o, all’opposto, forti acquazzoni, tornado, cicloni tropicali e inondazioni.

Al Sud, invece, si registrano temperature sempre più elevate che aumentano il rischio di incendi boschivi, danneggiando e distruggendo l’ambiente naturale.

Come non bastasse, l’Italia è anche influenzata anche da altri impatti del cambiamento climatico, come l’aumento del livello del mare e le alluvioni, che mettono a rischio le comunità costiere. Tutti questi fattori rendono la penisola una regione sensibile ai cambiamenti climatici e richiedono l’implementazione urgente di politiche di adattamento e mitigazione per affrontare questa sfida. Qualsiasi cosa ne pensino negazionisti e complottisti climatici!