Giganti indimenticati. L’attrazione magnetica dei dinosauri

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Giganti indimenticati. L’attrazione magnetica dei dinosauri

Di Fausta Cotone

Il mondo dei Dinosauri esercita su tutti un’attrazione magnetica. E in fondo ci lega un destino analogo: nel grande ciclo della vita, tutte le specie sono destinate all’estinzione, anche quella che si ritiene più potente di tutte…

Si sono estinti quasi 66 milioni di anni fa, millennio più millennio meno. L’ultimo sopravvissuto prima della scomparsa definitiva dovrebbe essere stato il Chenanisaurus barbaricus, un carnivoro di 7 metri simile al Tirannosauro ma molto più piccolo e tozzo, il cui fossile fu ritrovato presso il bacino di Ouled Abdoun in Marocco. Da quel momento trascorsero molti milioni di anni prima dell’arrivo dell’uomo sul Pianeta.

FASCINO IMMORTALE

I primi dinosauri comparvero 230 milioni di anni fa, nel corso del Triassico superiore e si estinsero poi alla fine del Cretaceo, durante quella che è stata definita un’estinzione di massa. Ma perché dopo tanto tempo esercitano ancora tanto fascino su di noi? Che si tratti di adulti o bambini, l’interesse è sempre grande e l’attrazione per quel periodo quasi magnetica. Molti anni fa il paleontologo americano Stephen Jay Gould aveva ipotizzato che questa capacità di seduzione era dovuta a 3 fattori: le loro dimensioni impressionanti (raggiunte al loro massimo durante il Giurassico, cioè circa 200 milioni di anni fa), la loro ferocia -anche se in fin dei conti erano solo animali voraci che cercavano cibo senza farsi troppe domande…- e infine la loro assenza ormai definitiva, il che è molto rassicurante. Sembrano un po’ come i personaggi delle favole grossi e pericolosi che, in fondo, non possono farci alcun male perché appartengono ad un altro mondo. E, nonostante il timore che possano incutere le riproduzioni a grandezza naturale che troviamo nei Musei di Storia naturale, non c’è alcuna possibilità che un Allosauro o un Velociraptor afferrino un bambino che li osserva innocente e se lo mangino leccandosi i baffi. Quello che pungola è anche la curiosità per l’infinito numero di domande alle quali non abbiamo risposte certe, al di là dei dettagli ormai a conoscenza di tutti grazie ai progressi della paleontologia. Per esempio come vivevano, come si comportavano coi loro cuccioli, come si muovevano davvero, di che colore erano, che odore emanavano, come era al tatto la loro pelle, quali rumori emettevano… i quesiti sono tanti e abbiamo in risposta tante ipotesi ma poche certezze. C’è poi un altro aspetto, non meno importante. La lunghissima presenza sulla Terra di specie così enormi e forti ma non eterne, dimostra che la vita animale ha una storia importante e insostituibile ma anche che i cambiamenti nel tempo sono stati tanti e che l’avvicendamento di esseri viventi tanto diversi tra loro che compaiono e poi scompaiono ci insegna che l’estinzione è il destino di tutti, dunque anche della specie umana. Questa storia comune ci mette perciò in stretta connessione anche con i dinosauri, pur se tanto diversi da noi: la loro storia fa parte della nostra.

 ARRIVANO I GIGANTI

L’era che va da 250 a 65 milioni di anni fa è chiamata Mesozoico ed è divisa in tre lunghi periodi: Triassico, Giurassico e Cretaceo. Durante questa era avvenne la separazione dei Continenti, che oggi appaiono, con molta approssimazione, più o meno in quella stessa forma. Grazie alle alte temperature, in quegli anni ci fu uno florido sviluppo di flora e fauna e, in particolare, si assistette all’impressionante evoluzione dei Rettili, già comparsi nel Carbonifero (tra i 360 e i 300 milioni di anni fa). Nacquero così i primi Dinosauri, alcuni dei quali divennero poi gli animali più grandi mai vissuti sulla terraferma. Nello stesso tempo alcuni Rettili svilupparono la loro morfologia per adattarsi all’ambiente marino, mentre altri si specializzarono nel volo. Il più grande, almeno secondo le conoscenze attuali, fu il Supersaurus, vissuto durante tutto il Giurassico, un erbivoro lungo quasi 40 metri e pesante circa 40 tonnellate. Il Giurassico vide una vera e propria esplosione di vita dei grandi dinosauri, la cui egemonia fu per molto tempo incontrastata. E allo stesso modo è ancora oggi incontrastabile il fascino che questi giganti hanno su di noi e sulle nostre fantasie, sulla letteratura e sul cinema. Non è dunque casuale che l’attrazione dei bambini per queste creature sia sempre la stessa, generazione dopo generazione, che si tratti di aggressivi carnivori o di placidi seppur immensi erbivori.

L’INTERESSE DEI BAMBINI

Si è scritto molto sul perché dell’interesse così forte dei piccoli nei confronti di quel mondo tanto lontano. Probabilmente incide la prima connessione col mondo della scienza che avviene a scuola, appunto, in tenera età. Quelle ossa gigantesche, quelle orme più grandi delle automobili, le descrizioni (inventate) di quei ruggiti spaventosi, sono un terreno fertile per le fantasie infantili e per gli incubi notturni. Allo stesso tempo è molto rassicurante sapere che i grandi carnivori non esistono più e che sarà impossibile trovarseli sul cammino durante le passeggiate nel bosco con mamma e papà. Resta l’idea di una forza straordinaria che ne fa quasi dei super-eroi, ma anche la possibilità di inventarsi giochi di guerra e battaglie infuocate tra carnivori ed erbivori, nelle quali è fin troppo chiaro chi siano i buoni e i cattivi. Pare che il più gettonato sia il Tyrannosaurus Rex, boss incontrastato delle foreste del Nord America occidentale durante tutto il Giurassico fino al suo tramonto. I ricercatorii affermano che durante il corso dei millenni ne sono esistiti circa 2,5 miliardi, con 20.000 esemplari in circolazione per ogni generazione. Il paleontologo Stephen Jay Gould ha pubblicato uno studio sulla rivista Science, in cui  sostiene che l’attrazione fatale che adulti e bambini provano per questo animale sia dovuta proprio alle sue spaventose caratteristiche fisiche. Lo descrive come “un assassino enormemente massiccio, con denti enormi, uno che non riusciresti mai ad immaginare possibile se non fosse per la documentazione fossile. Quindi non solo incredibilmente straordinario e oltre l’immaginazione, ma reale. Come una specie di Godzilla, ma esistito sul serio. Il T-Rex ci fa sentire piccoli e vulnerabili”. Si trattava di una bestia alta 6 metri e del peso di circa 9 tonnellate, con zampe posteriori lunghe e molto muscolose che le consentivano corse forse rapidissime per afferrare la preda: per capirci, l’Elefante africano che è attualmente il più grande animale terrestre vivente, misura meno di 4 metri di altezza per un peso in media di 4 tonnellate (e tra l’altro è erbivoro, quindi non mangia i bambini….). Insomma, per fortuna i T-Rex e gli altri grandi carnivori dell’epoca sono estinti e così possiamo permetterci di scatenare le fantasie più fosche, rassicurandoci subito dopo. Di certo non ne parleremmo con tanta leggerezza se fossero ancora vivi e la specie umana quantomeno non si sarebbe riprodotta nella cifra astronomica dei giorni nostri, arrivata ormai a 8 miliardi (stima dell’ONU).

PERCHE’ SONO SCOMPARSI?

Le teorie sulla loro estinzione sono tante e, gira e rigira, quelle di cui si parla sul web sono sempre le stesse, senza che ancora ci sia una certezza definitiva. L’ipotesi più accreditata sembra quella del meteorite. Ogni giorno piovono sulla Terra dai 400 ai 500 frammenti di roccia dallo spazio, ma sono talmente piccoli che non ce ne accorgiamo quasi mai. Nel 1980, Luis Alvarez (premio Nobel per la Fisica 1968) e suo figlio Walter Alvarez dell’Università della California, pubblicarono su Science la loro teoria sull’estinzione dei dinosauri causata appunto da un grosso meteorite, dopo aver fatto a Gubbio alcuni ritrovamenti di minerali raramente presenti sulla Terra. Dopo quasi vent’anni la loro ipotesi fu confermata da un ritrovamento straordinario: un immenso cratere nello Yucatan, prodotto dalla caduta di un meteorite del diametro di 14 km, avvenuta molti milioni di anni prima. A ‘certificare’ questa teoria fu il ritrovamento, nel cratere, di uno strato di iridio, metallo raro sulla crosta terrestre ma presente in grande quantità solo nei meteoriti che arrivano dallo spazio. L’impatto avrebbe causato uno tsunami devastante e una produzione di polveri e detriti tale che si verificò un cambiamento climatico di proporzioni inimmaginabili: qualcosa di simile a un inverno nucleare, con la Terra ricoperta per moltissimi anni da una densa nube di polvere che rese ovunque l’aria irrespirabile. A causa della spessa cortina di polveri, i raggi solari non riuscirono più a irradiare la Terra e il clima cambiò repentinamente. La vegetazione fu spazzata via, i dinosauri erbivori persero la loro fonte di alimentazione e quindi morirono in tempi rapidi mentre, a loro volta, i carnivori non ebbero più prede da mangiare e così… Occhio naturalmente all’espressione ‘tempi rapidi’: parliamo sempre di intervalli di migliaia di anni e parliamo di fatti avvenuti 65 milioni di anni fa. Un’altra teoria è quella delle improvvise (si fa per dire) e numerose eruzioni vulcaniche che si verificarono contemporaneamente. Chi sostiene questo sottolinea che, con i calcoli attualmente possibili, il meteorite di cui sopra sarebbe caduto sullo Yucatan almeno 300.000 anni prima della scomparsa dei dinosauri quindi, al di là del fatto che cmq l’estinzione di una specie era faccenda non rapidissima, quella teoria potrebbe rivelare qualche crepa. Dunque sarebbero state attività vulcaniche molto intense e terremoti a raffica a sconvolgere la vita sulla Terra, provocando la circolazione di milioni di tonnellate di gas e polveri che avrebbero reso l’aria irrespirabile e l’acqua imbevibile, creando un letale effetto serra, causa di morte ovunque. In sintesi, qualunque sia stata la ragione di questa drammatica estinzione, 65 milioni di anni fa la vita sulla Terra subì un colpo molto duro. Solo le creature inferiori ai 10 kg riuscirono a resistere e, per un lungo periodo, furono le uniche ad abitare il Pianeta: uccelli, lucertole e piccoli mammiferi.

IL CICLO DELLA VITA

Nel tempo ci sono state tante altre crisi sulla Terra, nuove specie sono comparse e poi scomparse per lasciare il posto ad altre, come ad esempio 10 milioni di anni fa, quando la megafauna glaciale subì un grave colpo per un ennesimo cambiamento climatico che causò la morte di tutti i grandi Mammuth. La Storia Naturale ci insegna anche questo: la vita sulla Terra ha cambiato aspetto tante volte e non c’è necessariamente bisogno di eventi traumatici perché questo accada. Disgraziatamente l’azione dell’uomo è diventata molto pesante e l’accelerazione impressa ad alcuni fenomeni è impressionante. Lo sfruttamento eccessivo di terreno, risorse di acqua e gas naturali, nonché il consumo indiscriminato di suolo stanno determinando una direzione a senso unico nelle nostre strade. Difficile pensare a una inversione di tendenza rapida ed efficace, poiché né l’economia né la politica sembrano tanto interessate a cambiare le cose. Oggi gli animali a rischio grave di estinzione sono circa 5.000 e tra questi ci sono specie preziose come l’Orso polare, il Gorilla di montagna, la Tigre, il Panda e le ragioni sono quasi tutte iscritte a comportamenti umani scorretti: azioni inquinanti, accelerazione del cambiamento climatico, bracconaggio, perdita degli habitat. Fra alcuni decenni, se non si applicano severamente le leggi che già esistono un po’ ovunque, diremo addio alla Balenottera azzurra, all’Elefante di Sumatra e al Rinoceronte  bianco (che tra l’altro è già tecnicamente estinto poiché ufficialmente ne esistono solo pochissimi esemplari). Forse i nostri bis-tris-nipoti giocheranno con i pupazzetti di questi animali, come i bambini oggi si divertono con piccoli Triceratopi , Brachiosauri, Tirannosauri di plastica. E a noi resta comunque sempre la possibilità di sognare che i dinosauri esistano ancora… perché in effetti esistono. Basta guardare in alto sopra di noi: sono gli uccelli che riempiono i nostri cieli, eredi dei primi Tetanuri.

La vita è davvero un cerchio magico.