Il microcosmo di un albero: un universo di vita, di relazioni e di meraviglia

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Il microcosmo di un albero: un universo di vita, di relazioni e di meraviglia

Di Daniele Durso

Apparentemente nascosto agli occhi dell’uomo, è un universo di vita, di relazioni e di meraviglia, un inno alla bellezza e alla complessità della natura. Nel cuore nascosto delle nostre foreste, gli alberi sono i custodi silenziosi di un mondo pulsante, ciascuno un epicentro di un ecosistema intricato e stupefacente. Esploriamo due simboli di questo mondo: l’abete alpino e il leccio mediterraneo, l’anima verde delle coste assolate

 

La vita su un abete alpino è un esempio affascinante di come la natura si adatti e prosperi in condizioni ambientali difficili, come quelle delle alte montagne, è un albero maestoso e resistente che svolge un ruolo centrale negli ecosistemi montani.

L’abete alpino ospita varie specie animali. Uccelli come il crociere, un passeraceo dal colore rosso, e il picchio che si nutrono dei suoi semi e insetti, mentre i suoi rami offrono riparo a scoiattoli e a diversi tipi di roditori.

Sulle fronde più alte, è possibile osservare uccelli rapaci come il gufo delle nevi, che si posano in attesa di prede.

Muschi e licheni crescono spesso sul tronco e sui rami degli abeti, approfittando dell’umidità conservata dall’albero. I muschi, con il loro verde vivace e la loro consistenza spugnosa, si abbarbicano sui tronchi e le radici esposte degli abeti. Questi tappeti vegetali sono veri e propri accumuli di umidità, capaci di trattenere l’acqua come una spugna, rilasciandola lentamente durante i periodi di siccità e mantenendo così l’ecosistema circostante sorprendentemente tenace.

I licheni, al contrario, formano figure astratte sulle cortecce e sui rami. Sono organismi simbiotici, risultanti dall’unione tra un fungo e un’alga, vivono in una relazione di mutuo beneficio. Il fungo fornisce una struttura protettiva, mentre l’alga compie la fotosintesi, nutrendo entrambi. Questi curiosi abitanti sono indicativi di un’aria pulita, poiché sono particolarmente sensibili agli inquinanti atmosferici.

Gli insetti giocano un ruolo cruciale nell’ecosistema dell’abete. Vari tipi di coleotteri e larve si nutrono della corteccia e del legno, mentre le api e le farfalle si alimentano del nettare dei fiori. Questi insetti, a loro volta, attirano ragni e altri piccoli predatori.

Tra i mammiferi, gli scoiattoli sono comuni. Si arrampicano agilmente sui rami in cerca di coni di abete da cui estrarre i semi. In alcune aree, anche piccoli roditori come le arvicole possono trovare rifugio nelle radici o tra le foglie cadute.

Il leccio

Il leccio mediterraneo, un albero tipico delle regioni costiere, ospita una ricca varietà di fauna. Tra gli uccelli, il leccio è frequentato da diverse specie, come il merlo, che si nutre dei suoi frutti, e il picchio verde, che cerca insetti nella corteccia. Anche l’upupa, con il suo caratteristico ciuffo, si può trovare nei dintorni, attirata dalla presenza di grilli, bruchi e larve.

Anche qui gli insetti svolgono un ruolo fondamentale. Troviamo varie specie di coleotteri, farfalle e api, che si nutrono del nettare dei fiori dell’albero. Questi piccoli animali a loro volta, attirano ragni e altri minuscoli predatori che vivono tra i rami e le foglie.

Tra i mammiferi, il leccio è spesso visitato da pipistrelli che si nutrono degli insetti attirati dall’albero. Durante il giorno, è facile avvistare piccoli mammiferi come topi e scoiattoli che cercano cibo tra le foglie e i rami, mentre di notte è possibile incontrare un ghiro a caccia di cibo.

Rettili e anfibi trovano rifugio nella fitta vegetazione e nel microclima umido creato dall’albero. Lucertole e gechi sono comuni, così come diverse specie di rane e salamandre che possono vivere nelle vicinanze di sorgenti d’acqua o zone umide. Infine, il leccio supporta una vasta gamma di microorganismi, tra cui funghi e licheni, che vivono sul tronco e sul terreno sottostante. Questi organismi svolgono ruoli essenziali nella decomposizione e nel ciclo dei nutrienti, contribuendo alla salute dell’ecosistema forestale mediterraneo.