Metano. Un pericoloso fuggitivo

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Metano 

Un pericoloso fuggitivo

di Daniele Durso *

 

Affrontare il problema del metano fuggitivo è cruciale per mitigare il cambiamento climatico. Con l’adozione di tecnologie avanzate, politiche adeguate e un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, sarebbe possibile ridurre significativamente le emissioni di metano per  costruire un futuro più sostenibile

Il metano è un gas infiammabile che si sprigiona dalle viscere della Terra. È un idrocarburo semplice, incolore, inodore e altamente infiammabile. In Italia, la sua produzione è relativamente modesta: circa 4 miliardi di metri cubi nel 2020, a fronte di un consumo annuo di circa 70 miliardi di metri cubi. Questo significa che l’Italia dipende in gran parte dalle importazioni per soddisfare la domanda interna di gas naturale. Il metano è un gas serra molto potente, con un potenziale di riscaldamento globale circa 25 volte maggiore rispetto al diossido di carbonio su un periodo di 100 anni. Questo significa che anche piccole quantità di metano rilasciato possono avere un impatto significativo sul cambiamento climatico.

I DANNI

Si parla sempre più spesso dei danni provocati dal metano fuggitivo ed è importante conoscere il problema perché sta diventando di proporzioni rilevanti. Si chiama ‘fuggitivo’ perché viene rilasciato nell’atmosfera durante l’estrazione, la produzione, il trasporto e l’uso di gas naturale. Queste fughe possono avvenire attraverso perdite nei pozzi di petrolio e gas, nei gasdotti, negli impianti di stoccaggio e nelle infrastrutture di distribuzione. Le ‘fughe’ derivano anche dalle emissioni associate al gas flaring (bruciare il gas estratto in eccesso insieme al petrolio) e al gas venting (rilascio controllato di metano nell’aria durante l’estrazione di carbone o petrolio). Le perdite di metano sono particolarmente pericolose per due motivi principali: il rischio di esplosioni e il loro effetto sul riscaldamento globale. Le perdite non controllate infatti possono causare incendi ed esplosioni devastanti, mettendo a rischio vite umane e proprietà. A livello ambientale, le emissioni di metano contribuiscono in modo significativo all’aumento delle temperature globali, accelerando il cambiamento climatico e i suoi effetti negativi sull’ecosistema.

POLITICHE INSUFFICIENTI

In Italia, come in molti altri Paesi, le perdite di metano sono una preoccupazione crescente. Secondo il rapporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ogni anno vengono rilasciate nell’atmosfera circa 500.000 tonnellate di metano a causa delle attività legate al gas naturale. A livello globale, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) stima che ogni anno vengano emesse dall’industria del petrolio e del gas circa 76 milioni di tonnellate di metano. Con l’adozione di tecnologie avanzate, politiche adeguate e un maggiore utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, sarebbe possibile ridurre significativamente le emissioni di metano e costruire un futuro energetico più sostenibile. Ma evidentemente ai piani alti c’è chi non lo sente come un’urgenza.