Piccolo, grande suolo

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orizzonte del suolo

Piccolo, grande suolo 

Di Daniele Durso

Si parla spesso della riduzione, o dell’azzeramento, del consumo di suolo e cioè di un processo che trasforma i terreni naturali, come foreste, prati o terreni agricoli, in aree urbane, industriali o infrastrutturali. Tutti sembrano avvertire la necessità di fermare questa perdita ma, visto che si tratta di qualcosa che abbiamo sotto i piedi, che non vediamo o tocchiamo, è un discorso che scalda poco i cuori

È utile, quindi, sapere cos’è questo fragile strato superficiale della crosta terrestre. Il suolo è formato da minerali, da materia organica, d’acqua, d’aria e da organismi viventi. La sua composizione è varia, ma generalmente essa include una componente minerali, cioè particelle inorganiche – sabbia, limo e argilla – derivanti dalla roccia madre attraverso il processo di decomposizione e disgregazione. Una componente organica, cioè materia derivante da residui vegetali e animali in decomposizione, essenziale per la fertilità del suolo e che contribuisce a una serie di processi biologici. Il suolo è poi composto di acqua, che trattiene e fornisce alle piante supportandone la crescita e che crea un ambiente ideale per diversi organismi ed infine di aria, contenuta negli spazi vuoti, essenziale per la respirazione delle radici delle piante e per i processi microbiologici.

A che serve

Si tratta, dunque, di un sistema complesso che svolge numerosi ruoli cruciali. Intanto, costituisce un sostegno per la crescita delle piante grazie al substrato in cui le radici possono ancorarsi e crescere. Agisce poi come un filtro naturale, rimuovendo impurità dall’acqua che passa attraverso di esso. Ancora, decomponendo, grazie ai microrganismi presenti in esso, la materia organica opera la ricicla e rende i nutrienti disponibili per le piante. Costituisce, inoltre, l’habitat di una vasta gamma di organismi, dai batteri ai lombrichi, che svolgono un ruolo cruciale nei cicli biologici e chimici.

Grave perdita

La salute del suolo è dunque fondamentale per la sostenibilità degli ecosistemi terrestri ma anche per la produzione alimentare. La pratica agricola sostenibile e la gestione consapevole del suolo sono cruciali per preservarne la fertilità e la funzionalità. Distruggere il suolo per trasformarlo in aree urbanizzate significa, allora, una grave perdita di biodiversità, di flora e fauna locali. Ma significa anche, come i tragici eventi che si ripetono con allarmante frequenza dimostrano, aumentare gli impatti dell’acqua. Le aree urbane, infatti, hanno una maggiore impermeabilizzazione del suolo, influenzano il ciclo dell’acqua e aumentano il rischio di inondazioni. Anche i cambiamenti climatici ne sono influenzati perché la copertura del suolo influenza il microclima locale e contribuisce alle isole di calore urbane. Per finire, la trasformazione di terreni agricoli in aree urbane diminuisce la disponibilità di terre per la produzione alimentare.

Spesso il consumo di suolo è associato alla crescita demografica e all’espansione urbana Ciò non toglie che deve, e può, essere gestito attraverso pratiche di sviluppo sostenibile e piani di uso del suolo attenti all’ambiente.