Restoration law, finalmente

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Restoration law, finalmente

Di Daniele Durso

Scopo della legge è ripristinare molto di quanto, nell’ecosistema europeo, è andato perduto o gravemente danneggiato: finalmente si potrà intervenire con azioni concrete per un recupero più che mai urgente
 

Tra applausi dei sostenitori e fischi degli avversari, il 27 febbraio il Parlamento europeo ha finalmente approvato la Restoration Law. Questa legge così importante e attesa da tanto tempo è parte integrante di quella serie di norme presentate dalla Commissione Europea per affrontare concretamente il Cambiamento climatico e che vengono indicate come Green Deal Europeo. In linea con la Strategia europea per la biodiversità, si è in pratica stilato un procedimento per il recupero e la conservazione degli ecosistemi nel nostro Continente. Scopo della legge è ripristinare molto di quanto, nell’ecosistema europeo, è andato perduto o gravemente danneggiato: il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e tutto quello che risulti ‘gravemente danneggiato’ e che abbia bisogno di interventi di rigenerazione urgente entro il 2050. In un documento dell’Eea (Agenzia per l’Ambiente europea) di meno di 4 anni fa, il cattivo stato di conservazione riguardava l’81% degli habitat che dovrebbero essere protetti, il 39% delle specie di uccelli protetti e in generale il 63% di tutte le altre specie animali. Un quadro davvero drammatico sul quale bisogna intervenire in tempi rapidi. I punti specifici sui quali la nuova legge dovrà intervenire saranno in sintesi i seguenti: insetti impollinatori, ecosistemi forestali, ecosistemi urbani con ampliamento di verde pubblico, ecosistemi marini, connettività fluviale.

UNA VITTORIA COMPLETA?

Non ancora. Infatti, perché il cammino della legge si concluda positivamente, occorre il sì del Consiglio europeo e su questo punto non ci sono garanzie totali. Inoltre, durante l’elaborazione della scrittura finale e definitiva, il testo potrà subire delle modifiche, il che sembra probabile, vista l’opposizione molto decisa di alcune aree dell’arco politico. Tutti gli Stati membri dovranno formulare un piano nazionale di ripristino in accordo alle linee guida della nuova legge e, anche qui, prevediamo qualche momento critico. Ma nel complesso l’approvazione del Parlamento europeo ha siglato un momento importantissimo e la strada, pur se ancora lastricata di qualche pietra instabile, è stata delineata con chiarezza. La legge comune che aspettavamo da tanto, è arrivata quasi al traguardo finale.