Sensitivity mapping. L’energia eolica è indispensabile ma con giudizio

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Aquila di Bonelli - Michele Mendi

Sensitivity mapping 

L’energia eolica è indispensabile ma serve giudizio. Uno studio Lipu

di Alessandro Polinori *

L’energia eolica è uno strumento davvero prezioso, ma necessita di una seria pianificazione. Un accurato studio della Lipu ha preso in esame 70 specie di uccelli sensibili alla presenza di impianti, producendo una mappatura molto importante

La crisi climatica e quella della biodiversità, i cui effetti si manifestano con sempre maggiore evidenza, rappresentano due facce della stessa medaglia e per questo sono da affrontare in maniera integrata. Con tale premessa, la Lipu, a livello nazionale e internazionale (nell’ambito del network di BirdLife International) ha sempre considerato indispensabile la transizione ecologica, da mettere in campo nel rispetto dei territori e della natura. In tale contesto, l’energia eolica rappresenta uno strumento sicuramente prezioso, ma che necessita di una seria pianificazione, in modo da evitare gli errori passati e contribuire così in maniera importante alla decarbonizzazione del nostro Paese.

IDENTIFICARE AREE IDONEE

Con questo spirito, la Lipu ha portato a compimento uno studio lungo e minuzioso, dal titolo Sensitivity mapping for Renewable Energy in Italy, realizzato insieme a BirdLife International e con esperti nazionali e internazionali, il tutto alla vigilia della fase che porterà le regioni a individuare le aree idonee e non idonee per gli impianti eolico a terra (onshore) e a mare (offshore). Diversi lavori scientifici hanno mostrato da tempo i possibili effetti negativi degli impianti eolici sugli uccelli. I rischi principali sono, da un lato, la compromissione degli habitat dovuta alle infrastrutture e all’accessibilità, con tutte le sue conseguenze, dall’altro il pericolo di collisione con gli impianti eolici stessi. Le specie maggiormente interessate dal fenomeno, sono quelle di grandi dimensioni e dalle ridotte capacità di manovrare, in particolare quelle che utilizzano il volo planato, come molti uccelli rapaci, le cicogne, gli uccelli marini. Lo studio, realizzato su attente basi scientifiche, individua le aree terrestri e marine sensibili per gli uccelli rispetto alla realizzazione di impianti eolici e si propone come un documento indispensabile del quale, si auspica, Ministeri, regioni e attori sociali decidano di tener conto. La prospettiva dell’incremento dell’eolico previsto da Fit for 55 e Repower Eu e dallo stesso Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima), nonché l’apertura di un nuovo delicato capitolo di eolico offshore, rendono non più rinviabile una pianificazione della realizzazione degli impianti, effettuata con cautela e su basi scientifiche, procedura che fino ad oggi è completamente mancata, provocando danni seri ad aree naturali (soprattutto nel Meridione, ma non solo) e specie, in particolare agli uccelli. Ciò si rende necessario anche sotto il profilo normativo, considerando il dettato del Green Deal europeo, della Strategia europea sulla biodiversità per il 2030 e della Direttiva Red II, secondo cui il completamento della transizione energetica deve avvenire minimizzando gli impatti a carico di specie e habitat naturali, e scegliendo le aree maggiormente idonee per far fronte a tali impatti.

METODOLOGIA

Da ciò lo studio della Lipu, che si è avvalso di una metodologia messa a punto da BirdLife International a livello internazionale e, per quanto riguarda l’ambiente marino, anche in conformità con un lavoro di sensitivity mapping recentemente condotto dall’Ispra.
La prima mossa dello studio è stata la messa a punto di una lista di 44 specie ornitiche sensibili per gli impianti onshore e 26 per quelli offshore, ossia di quelle specie a maggior rischio di impatto diretto (es. collisione) e indiretto da parte degli impianti eolici. L’analisi della distribuzione geografica di queste specie, resa possibile anche grazie alle decine di migliaia di dati contenuti nella piattaforma ornitho.it, unitamente alla disponibilità di dati inerenti i maggiori movimenti migratori gentilmente forniti da diversi ornitologi, ha consentito di analizzare la sensibilità del territorio italiano in ciascuna delle centinaia di celle di 25 chilometri quadrati individuate dalla metodologia. L’analisi del grado di naturalità di queste celle ha contributo a completare il quadro della sensibilità del territorio italiano in materia di avifauna fornendo indicazioni cruciali per lo sviluppo di impianti
eolici futuri, più sicuri e meno impattanti, si auspica, per l’avifauna. La mappa riporta anche le aree protette, che in gran parte rappresentano la porzione del nostro Paese a maggiore integrità ecologica, la quale dovrebbe essere doverosamente preservata.

LA GIUSTA DIREZIONE

Nel momento in cui ha iniziato a percorrere questa strada, la Lipu ha deciso con responsabilità di fornire il proprio contributo ad una necessaria inversione di tendenza rispetto alla storia dell’eolico in Italia, troppo spesso caratterizzata dalla disconnessione tra questione climatica e conservazione della biodiversità. Oggi è possibile perseguire una nuova rotta, all’insegna di una maggiore sostenibilità dell’eolico e per questo, nel momento in cui questo lavoro viene messo a disposizione delle amministrazioni, contestualmente l’auspicio è che attori sociali, mondo imprenditoriale, associazionismo e comunità locali, vogliano dar vita a una nuova fase, di dialogo, ragionevolezza, collaborazione e considerazione di tutti i valori in gioco, nella quale la natura possa finalmente essere considerata parte integrante della soluzione climatica .

*Presidente Lipu/BirdLife Italia