Sport e ambiente. Un Calcio all’inquinamento

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Sport e ambiente

Un Calcio all’inquinamento

di Daniele Durso

È partita in Germania la grande festa degli Europei di Calcio 2024. Un evento che, a dispetto del sicuro divertimento che regalerà a tanti tifosi, produrrà anche un forte impatto ambientale sul Pianeta. Dobbiamo lavorare ancora molto per far sì che questi eventi sportivi, belli e importanti, viaggino sempre di più in una direzione sostenibile

 

La sostenibilità degli eventi sportivi internazionali, viste le cifre enormi che smuovono in termini di partecipanti e investimenti, è diventata una priorità. I Campionati europei di Calcio in programma dal 14 giugno al 14 luglio di quest’anno, sono tra gli eventi sportivi più seguiti al mondo.

Sostenibilità

Tuttavia negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per l’impatto ecologico di questo genere di manifestazioni e, nonostante gli sforzi per migliorare la programmazione, ci sono ancora numerose polemiche riguardanti l’inquinamento causato non solo durante ma anche prima e dopo gli eventi. A tale proposito gli organizzatori degli Europei di calcio hanno adottato diverse iniziative ecologiche, come la scelta esclusiva di stadi costruiti secondo criteri di efficienza energetica e l’implementazione di sistemi di gestione dei rifiuti per promuovere il riciclaggio. Alcune strutture sono alimentate ormai da anni da energie rinnovabili, come il solare e l’eolico, il che ha sicuramente aiutato molto in termini di risparmio di risorse. Uno dei principali punti di critica riguarda le emissioni di CO2 derivanti dai viaggi dei tifosi e delle squadre. Migliaia di tifosi si spostano in aereo per assistere alle partite, contribuendo significativamente all’inquinamento atmosferico, ma d’altronde questo è un punto su cui è difficile lavorare: spostarsi in treno (o addirittura in bicicletta come propongono alcuni ‘integralisti’ dell’ambiente) può comportare tempi molto lunghi per chi viene da lontano, ammesso naturalmente che non ci sia di mezzo l’oceano.

E poi ci sono le trasmissioni radiotelevisive che richiederanno una quantità considerevole di energia elettrica. Le infrastrutture necessarie per la diffusione delle partite in diretta, inclusi satelliti, reti di trasmissione e attrezzature di produzione, consumano grandi quantità di energia: anche se alcune emittenti stanno passando a fonti più pulite, l’impatto complessivo rimarrà comunque significativo. Di sicuro il Pianeta non beneficerà di tutto questo e bisognerà trovare il modo di ridurre ancora di più il peso ambientale di questi grandi eventi. E non dimentichiamo che, oltre alle emissioni di CO2 derivanti dai viaggi e dal consumo energetico, ci sarà anche il problema dei rifiuti generati durante le partite, sia negli stadi che nelle aree circostanti. Gli eventi sportivi di questa portata richiedono una logistica imponente che spesso porta a un aumento del traffico e, conseguentemente, dell’inquinamento. Insomma le sfide da affrontare sono ancora molte e, se le iniziative ecologiche intraprese sono un buon inizio, sarà necessaria però un’attenzione sempre maggiore. Dobbiamo fare in modo che questi Campionati europei e tutti i prossimi grandi appuntamenti sportivi diventino un esempio collettivo di responsabilità ambientale, per poterci godere il grande spettacolo dello sport con animo più leggero.