Vita da cani. Maltrattarli è un crimine

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Vita da cani. Maltrattarli è un crimine

Di Daniele Durso

Perché c’è chi prende con sé un animale domestico e poi lo trascura o lo maltratta con violenza? Il fenomeno è purtroppo in aumento

 

Accade troppo spesso e un po’ ovunque, senza distinzione tra nord o sud, città o campagna, zone ricche o zone povere. Può essere un cane, un gatto o un qualsiasi altro animale, un uccello o una lucertola: i casi di maltrattamenti e violenze non hanno preferenze di specie o limiti geografici. Certo maltrattare cani e gatti è più semplice perché si tratta di una presenza domestica ormai frequentissima ovunque. La domanda più ovvia è “perché mettersi in casa un animale se poi non lo amiamo e arriviamo a ferirlo e umiliarlo?” La questione è ovviamente complicata e ci sono anche i casi in cui i maltrattamenti sono ad opera di persone disturbate e sadiche che prendono un cane o un gatto proprio allo scopo di riversare sul malcapitato innocente tutta la loro perversione. Forse c’è da chiedersi se, anche per prendere un animale in casa, ci vorrebbero controlli maggiori. Un po’ come l’adozione di un bambino -ovviamente con le dovute differenze- anche quella di un animale da compagnia dovrebbe forse prevedere un incontro preventivo con un operatore che verifichi l’equilibrio dell’ambiente familiare. Sembra un po’ utopico, lo sappiamo, anche perché le risorse economiche e professionali da mettere in gioco dovrebbero essere davvero tante.

Fenomeno in aumento

Resta però il fatto che il fenomeno è drammatico e purtroppo in aumento. Dunque un po’ di tempo fa abbiamo letto la notizia di un allevatore abusivo di Manerbio, in provincia di Bologna, che cresceva cuccioli di barboncini in condizioni deplorevoli: cagnolini terrorizzati dall’uomo e dai rumori, affamati e rinchiusi in condizioni di sporcizia irraccontabile. E, sempre recentemente, la notizia di un uomo che, nel pieno centro di Lomazzo (CO) e davanti a molte persone tra cui diversi bambini, ha preso a calci e bastonate il suo cane, andandosene poi a casa come se niente fosse: per fortuna le numerose denunce hanno condotto alla sua identificazione e all’arresto. E ci sono poi anche altri tipi di violenze, apparentemente meno drammatiche ma sempre dannose e del tutto gratuite: come quella di un rapper che qualche anno fa fece tingere di fucsia il pelo del suo piccolo cane di razza Chihuahua, danneggiandone la pelle e soprattutto umiliando la sua dignità. La Corte di Cassazione ha recentemente precisato che c’è crudeltà nei confronti degli animali se si agisce sotto la spinta “di un motivo abbietto o futile” o in presenza, addirittura, di “particolare compiacimento o di insensibilità” per l’azione di maltrattamento.

Amiamoli dunque per quello che sono: esseri viventi che ci accompagnano nel nostro breve passaggio su questa Terra e con cui possiamo condividere tratti di vita pieni di amore e di gioia.