Traffico illegale di cardellini
il business criminale che devasta la fauna italiana
di Alessandro Polinori*
Il traffico illegale di cardellini in Italia alimenta un mercato criminale ad alta redditività, tra crudeltà estreme e reti organizzate. Un’inchiesta in Campania rivela violenze sistematiche e il ruolo decisivo di Lipu e forze dell’ordine
Il patrimonio faunistico italiano, scrigno di una biodiversità eccezionale, è sistematicamente compromesso da un fenomeno criminale ad alta redditività: il traffico illegale di specie selvatiche. Al centro di questo business illecito si trova spesso il cardellino (Carduelis carduelis), un piccolo uccello canoro divenuto il simbolo della sofferenza inflitta per avidità.
Bersaglio ambito: il cardellino nel mirino
Riconoscibile per la sua livrea inconfondibile – una sgargiante maschera rosso vivo su testa bianca e nera, e le ampie bande gialle sulle ali nere – il cardellino è apprezzato non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo melodioso e vivace canto, ricco di trilli e gorgheggi. Questa combinazione di estetica e vocalità lo ha reso purtroppo un bersaglio di prim’ordine per i trafficanti. Questi volatili vengono strappati con metodi brutali e disumani al loro ambiente naturale per alimentare un vasto mercato nero in cui la loro vita ha un prezzo esorbitante, con esemplari che possono essere venduti illegalmente per cifre che raggiungono gli 8mila euro ciascuno. Il bracconaggio, inteso come ogni forma di cattura o caccia non autorizzata e regolamentata, è molto più di una semplice infrazione venatoria.
È un’attività gestita spesso da reti criminali organizzate che, utilizzando mezzi vietati e non selettivi – come reti da cattura, trappole rudimentali e richiami acustici – infliggono un danno ecologico grave e una crudeltà inaudita agli animali. Questo fenomeno non solo impoverisce la fauna, ma minaccia direttamente le popolazioni di specie protette, specialmente lungo le rotte migratorie italiane.
Crudeltà inaudite: il sistema del bracconaggio
Una recente e cruciale operazione in Campania ha dimostrato l’efficacia della sinergia tra le autorità inquirenti e le associazioni per la tutela della fauna. La Polizia Metropolitana di Napoli, agendo su mandato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e affiancata dal supporto determinante delle Guardie Volontarie Venatorie e Zoofile della Lipu-BirdLife Italia, ha portato a termine un’azione che ha neutralizzato un’importante associazione criminale dedita a queste attività illecite. L’organizzazione aveva la sua base operativa a Poggiomarino (Napoli), ma la sua rete si estendeva su vasta scala, coinvolgendo l’intero territorio campano. Le accuse contestate ai sette principali indagati spaziano dall’associazione per delinquere alla cattura e al commercio illegali di fauna selvatica. Le misure restrittive sono state applicate in modo severo: un soggetto è finito in carcere in custodia cautelare, un altro agli arresti domiciliari, mentre per altri sono stati disposti divieti o obblighi di residenza. L’ampiezza dell’inchiesta è stata confermata dall’esecuzione di un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti di oltre quaranta persone nelle province di Napoli, Salerno, Caserta e Avellino. I dettagli emersi dal blitz hanno svelato l’orrore delle pratiche adottate. Sono stati recuperati 270 cardellini tenuti in condizioni di inaccettabile maltrattamento. Oltre all’utilizzo di reti e trappole, si è scoperto che i bracconieri legavano i cardellini con lo spago, causando loro enormi sofferenze.
La crudeltà era finalizzata unicamente al profitto: gli esemplari venivano accecati o tenuti al buio per indurli a cantare di più e meglio, incrementandone il valore commerciale.
L’indagine ha inoltre accertato che gli indagati non esitavano a eliminare brutalmente i rapaci, come i gheppi, che finivano accidentalmente nelle reti, o i cardellini che, nonostante le torture, non raggiungevano i risultati canori sperati.
Operazione in Campania: smantellata la rete
Di fronte alle diffuse sacche di illegalità, è confortante che esista una “presenza attiva” e sinergica di forze dell’ordine, istituzioni e società civile. Come Lipu non possiamo quindi che elogiare l’impegno dei nostri volontari e ringraziare le autorità per la determinazione dimostrata in quella che è stato un intervento a dir poco straordinario. L’impegno della Lipu non si esaurisce nell’azione repressiva, ma è una lotta costante per la difesa della fauna selvatica che si sviluppa su diversi piani strategici. A livello operativo, l’associazione si affida al contributo essenziale delle proprie Guardie Volontarie Venatorie e Zoofile, le quali conducono attivamente sul territorio operazioni di vigilanza e prevenzione, istituendo anche campi antibracconaggio mirati. Collaborando costantemente con le Forze dell’Ordine, l’organizzazione ha conseguito importanti risultati in termini di sequestri e denunce, mirando non solo a fermare la cattura illegale, ma anche a smantellare le reti criminali dedite al traffico illecito di uccelli. Parallelamente all’azione sul campo, un ruolo prezioso è svolto dai Centri di Recupero Fauna Selvatica (CRFS), che si occupano della cura e della riabilitazione degli esemplari sequestrati prima della loro liberazione.
Il ruolo della Lipu e delle forze dell’ordine
Infine, l’impegno strategico si estende al piano legale e istituzionale, attraverso un’indispensabile azione di tutela normativa. Questo include la promozione di advocacy per ottenere leggi più severe e il sostegno all’attuazione del Piano d’Azione Nazionale contro il bracconaggio, con l’obiettivo ultimo di garantire un futuro libero e sicuro agli uccelli selvatici. L’operazione in Campania è un faro di speranza che dimostra come l’autorità giudiziaria e la società civile non tollerino la brutalità per profitto. Oltre il successo legale, resta l’immagine emozionante dei 40 cardellini liberati: un lampo d’oro che si alza nel cielo. Il loro volo è un inno di resilienza, una risposta al crimine che aveva tentato di rubare la loro essenza selvatica. L’eco del loro canto libero nei boschi è la colonna sonora di questa vittoria, una promessa che, finché si combatterà per l’integrità del creato, la speranza non sarà mai catturata. Difendere la fauna è un profondo atto d’amore, un impegno per restituire al cardellino il suo suono e l’orizzonte della sua vera casa.
*Alessandro Polinori
Presidente Lipu/BirdLife Italia




























