Animali addomesticati: diritta da garantire

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Animali addomesticati: diritti da garantire

di Marco Melillo

Cosa vogliono cani, gatti, pappagalli e cosa potrebbero volere, una volta liberati dalla loro schiavitù, mucche, galline, maiali, cavalli? È possibile che molti di essi continuino a desiderare di avere relazioni con l’uomo


Gli animali addomesticati, non considerati strumenti di produzione dall’uomo, contribuiscono attivamente alla vita sociale facendoci compagnia. Pensiamo agli anziani con cui si crea un vero rapporto di amicizia, ai bambini e alle pet terapie, o ai cani per non vedenti – veri e propri lavoratori senza stipendio. Risulta evidente che il loro contributo alla vita sociale è massiccio. Ne deriverebbero, secondo la teoria di Sue Donaldson e Will Kymlicka, dei diritti come l’assistenza sanitaria gratuita, il diritto ad essere nutriti adeguatamente e soprattutto la tutela dei loro interessi pubblici. Che cosa sono? Facciamo un esempio.
Nella situazione odierna, qualora si decidesse di costruire un parco giochi per bambini al posto di uno spazio verde dove cani e gatti scorrazzano pacificamente, nessuno avrebbe nulla da obiettare. Una volta istituiti dei diritti di cittadinanza per gli animali addomesticati, sarebbe lo stesso Comune a doverli garantire. E quindi il loro spazio non potrebbe essere occupato. Di fatto attualmente non è così. Sarebbe auspicabile un processo simile allo sviluppo dei diritti della plebe romana nel corso dei secoli. Nei primi anni della Repubblica, dal 700 al 450 AC, la plebe era quasi totalmente priva di voce nell’amministrazione della cosa pubblica, ma in seguito si fece più evidente il suo apporto fondamentale alla vita della città e arrivò a esercitare un potere di controllo con l’istituzione dei tribuni della plebe. Fino a un certo punto uomini e animali hanno convissuto in un equilibrio che garantiva la sopravvivenza delle specie. Poi, a partire dalla Rivoluzione Industriale e dal conseguente aumento demografico, questo equilibrio è stato rotto con tutte le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi, Coronavirus incluso. È giunto il momento di ripristinarlo.