Natura & Salute. I giardini guaritori

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Natura & Salute. I giardini guaritori

di Daniele Durso

La lista delle patologie e dei disturbi positivamente influenzati dal contatto con la natura è molto varia. Sono nati negli ultimi anni dei giardini specificamente progettati per essere healing (guaritori), in pratica uno spazio esterno o un’area verde interna progettato proprio per promuovere e migliorare la salute e il benessere

Alessandro Baricco, dopo essersi sottoposto ad un trapianto di midollo e Stefano Mancuso, botanico e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia, hanno avuto uno scambio di opinioni sul valore terapeutico della natura. Baricco ha deciso di rimettersi in piedi guardando alberi secolari, citando proprio gli insegnamenti di Mancuso.

Il dibattito non è nuovo e la gamma delle patologie e dei disturbi positivamente influenzati dal contatto con la natura è molto varia: si va dalla depressione, al diabete, ai disturbi dell’attenzione, ai tumori, alle malattie infettive, cardiovascolari e respiratorie, fino all’obesità. Sono nati negli ultimi anni dei giardini specificamente progettati per essere healing (guaritori), in pratica uno spazio esterno o un’area verde interna progettato proprio per promuovere e migliorare la salute e il benessere delle persone.

Ci possiamo fidare dell’efficacia di queste affermazioni?

Di sicuro sappiamo che numerosissimi ospedali, soprattutto nel mondo anglosassone, hanno adottato giardini terapeutici all’interno delle loro strutture.

Il Chapel Garden, dell’ospedale universitario di Norwich (GB) è progettato con un albero dei desideri centrale e una serie di giochi d’acqua, come una fontana verticale e un ruscello, che danno l’impressione che l’acqua si muova continuamente in tutto il giardino. Il flusso calmante e l’illusione dello spazio hanno trasformato questa piccola area dell’ospedale precedentemente inutilizzata.

Ospedale di Bournemouth, sempre in Gran Bretagna, ha trasformato un desolato cortile asfaltato in un giardino in tre parti. Un angolo terapeutico all’esterno della sala chemioterapica, un giardino sensoriale che collega il cortile alla riva di un lago e un’ampia area per passeggiare ed esercitarsi. 

Anche l’Italia ha iniziato questa strada, particolarmente riuscito è giardino dell’ospedale Mayer di Firenze. Si chiama “Il verde che cura” ed è dedicato ai piccoli pazienti che si trovano in ospedale per curare una patologia neoplastica. Lo spazio verde è stato realizzato propri con la consulenza scientifica del Professor Stefano Mancuso e prevede anche un percorso olfattivo dedicato alle piante aromatiche. Foto 3

Ma c’è ne sono anche altri

A Venezia (Malamocco) c’è quello del San Camillo dedicato alla riabilitazione, a Roma il Gemelli ha realizzato uno spazio verde protetto per i malati oncologici. Giardini terapeutici sono presenti nel nuovo ospedale Ferrero di Alba -Bra, il Niguarda di Milano e molti ospedali del centro nord hanno progetti già avviati.

Invece non giungono notizie positive dal sud. Speriamo che i soldi del PNRR possono essere utilizzati anche per il verde negli ospedali.