In sciopero della fame per il taglio dei sussidi alle fonti fossili

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In sciopero della fame per il taglio dei sussidi alle fonti fossili

Quando le parole non bastano ad affermare le ragioni di chi non ha voce. Quando le grida d’allarme per la sorte del pianeta e addirittura gli effetti concreti dello sconvolgimento climatico non riescono a generare nel dibattito pubblico altro che quel bla bla denunciato da Greta Thunberg c’è chi, come l’attivista e scrittore Gianfranco Mascia, mette in gioco il proprio corpo.

Gianfranco sta portando avanti uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione sul paradosso di Governi che, mentre si riempiono la bocca sulla necessità di una transizione verso forme di energia rinnovabili, continuano ad agevolare economicamente l’estrazione e l’utilizzo dei combustibili fossili. Una protesta che chiama in causa anche il ministro Roberto Cingolani e tutto il Governo italiano visto che nel nostro paese i sussidi dannosi per l’ambiente ammontano a ben 19 miliardi di euro.

Un messaggio, quello di Mascia, che è rivolto anche ad ognuno di noi perché, come afferma l’attivista, “qualsiasi scelta individuale diventa molto più forte se resa collettiva”.  Che per questo invita chiunque voglia aggiungersi, nelle giornate che preferisce, ad accompagnarlo nella sua protesta nonviolenta.