Aglio, con il bene che ti voglio

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L’aglio stermina più varietà di batteri della penicillina con un vantaggio: sembra dotato di un meccanismo selettivo. Stermina i cattivi e lascia intatti i buoni.

di Clara Litti

Molti cultori dello yoga e i Brahmani (i membri della casta sacerdotale indiana) si rifiutano di mangiarlo per via delle sue presunte relazioni con il mondo degli inferi. Anche Maometto non ne consumava: i suoi discepoli credevano addirittura che la sua rettitudine fosse dovuta proprio al fatto che non facesse uso del diabolico tubero. Ancora oggi in alcune zone dell’India si pensa che i Diavoli siano golosi di aglio e che se in una casa se ne sente l’odore vuol dire che è infestata da demoni.

Ma che male poteva aver mai fatto questo bulbo innocente per guadagnarsi una fama tanto sinistra?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo scomodare la “Dottrina delle Signature” che nasce come filosofia spirituale dove Dio (o il Tutto) ha posto un segno nelle piante che ha creato per dare indicazioni circa il loro uso. Una sorta di “firma vegetale” che veniva codificata intuitivamente attraverso il simbolismo e le analogie, quindi se una pianta somiglia a una parte del corpo o a un organo interno, significa che avrà una valida utilità su ciò che le è simile.

Il pomodoro ha quattro camere ed è rosso? Ormai le ricerche passate e in corso dimostrano tutte un’attività benefica del pomodoro su cuore e circolazione. Sono ricchi di licopene, un carotenoide antiossidante che incoraggia la funzione circolatoria, funge da spazzino dei radicali liberi e protegge anche dagli effetti nocivi dei raggi UV. Dio o il Tutto, chiunque abbia “segnato” questo frutto, ha fatto in modo di farlo maturare in estate, ovvero il momento in cui ci è più utile.

La noce sembra un’immagine splatter di un cervello con tanto di separazione tra le due metà e persino con i due cervelletti in basso? Oggi non è più un mistero che la noce ha un contenuto molto alto di Omega 3 e 6 (che combattono il colesterolo cattivo) e dei nutrienti che alimentano le cellule nervose e aiutano a sviluppare i neurotrasmettitori per le funzioni cerebrali. Ce ne sarebbero molti altri che magari vedremo in seguito, quando parleremo di alcuni personaggi che hanno fondato le loro dottrine su questo, ma per ora credo che il concetto sia abbastanza chiaro.

Oggi lo sappiamo scientificamente, ma secoli e secoli fa non c’erano studi al microscopio con tanto di dotte precisazioni su l’una o sull’altra sostanza. Eppure queste cose si sanno da sempre. Parliamo di epoche in cui il sapere intuitivo non era stato soppiantato e messo alla porta dalla scienza, un’ingombrante parente che ormai ha preso il sopravvento invece di camminare a braccetto con le conoscenze antiche.

Comunque, tornando all’aglio, possiamo ora comprendere parte della sua sinistra fama. Colore smorto, ricurvo, puzzolente e che vive sottoterra. Voi cosa avreste pensato??

La stessa cosa hanno immaginato praticamente tutti i popoli. Senza per questo mai dubitare delle sue virtù. Diciamo che era considerato un cibo per poveri o al massimo per uso medicinale all’occorrenza.

Durante la costruzione della piramide di Cheope, IV Dinastia, furono pagate somme ingenti per l’acquisto di aglio e cipolle destinati a energizzare e nutrire gli schiavi che avrebbero dovuto tirare su materialmente la piramide. Premurosi, vero? Nella tomba di Tutankhamon sono stati trovati degli spicchi di aglio, probabilmente il defunto avrebbe dovuto utilizzarli per ingraziarsi gli dei degli inferi durante il viaggio nell’oltretomba.

In Cina la leggenda narra che l’Imperatore Giallo (2.500 a.C) si incamminò su una montagna e durante il viaggio alcuni dei suoi accompagnatori mangiarono per errore una pianta velenosa. Per fortuna trovarono e ingerirono delle piantine di aglio e si salvarono la vita.

La sua azione di potente controveleno non è sempre citata nei testi di piante medicinali. Nel primo trattato di erbe medicinali, il “De Materia Medica” (78 d.C), Dioscoride scriveva che “rinforza lo stomaco, rimescola il ventre, elimina la ventosità, espelle i parassiti e provoca l’urina”. Paracelso consigliava per la peste una profumata e fragrante mistura di aglio e sterco: eccentrica e pestilenziale, ma pare ottenesse buoni risultati. In tempi più recenti, durante la I guerra mondiale, i soldati russi portavano l’aglio nei loro zaini per medicare le ferite, cicatrizzarle bene e impedire un’eventuale cancrena.

Negli anni ’50, prima della diffusione degli antibiotici, un chimico inglese riuscì a dimostrare che l’aglio sterminava più varietà di batteri rispetto alla penicillina e oltretutto era attivo anche sulle infezioni fungine. Con ancora un vantaggio in più: l’antibiotico, per far fronte all’infezione, distrugge microbi cattivi e microbi buoni, l’aglio invece sembra dotato di un meccanismo selettivo. Stermina i cattivi e lascia intatti i buoni. Ma l’aglio era tanto e praticamente gratis, quindi ovviamente fu messo da parte in luogo di molecole sintetiche e ben più costose. Per lo stesso motivo bruciamo benzina e non etanolo di canapa, ad esempio. Perchè è a basso impatto ambientale, non costa quasi nulla e perché la canapa è un’infestante che cresce a qualsiasi latitudine. Ottime motivazioni per qualcuno. Meglio farla fuori. Già fatto, grazie.

Negli USA fino agli anni ’50, l’aglio in cucina era visto come il peperoncino negli occhi. Ci vollero generazioni di immigrati italiani per invertire la rotta. Addirittura il popolare Braccio di Ferro inizialmente si chiamava Hercules e traeva la sua forza dallo sniffare uno spicchio di aglio. Ma i sondaggi volsero il pollice all’ingiù e mostrarono che i piccoli spettatori non avevano gradito, così Hercules diventò Popeye e lo spicchio d’aglio si trasformò in una lattina di spinaci.

I vampiri di tutte le epoche e culture, tranne Edward Cullen, scappano a gambe levate davanti a una testa d’aglio. Si dice che questa leggenda nasca dalle proprietà antiparassitarie dell’aglio e i vampiri sono delle zanzare a grandezza uomo, quindi dei parassiti. Non fa una piega.

Questa e le altre proprietà dell’aglio si devono ai suoi composti a base di zolfo…altro elemento che contribuisce a legarlo agli inferi. In realtà, lo zolfo è un potente medicamento che andrebbe usato con accortezza. Un detto popolare indiano recita che “lo zolfo è nel corpo quello che il sole è nell’universo”. Analogia potente, efficace e soprattutto esatta. Pensate all’enorme energia del sole e come noi umani possiamo servircene solo a piccole dosi.

Allicina

Una delle sue molecole solforose più importanti è l’allicina. Le sue innumerevoli proprietà e potenzialità hanno catapultato il nostro aglio al centro di migliaia di studi. L’effetto più studiato e meglio documentato è la sua capacità di prevenire la formazione di trombi, ovvero dei coaguli di sangue che possono occludere le arterie coronarie e provocare un infarto o giungere al cervello e causare un ictus. Presenta un’azione molto simile all’aspirina, fluidifica il sangue e proprio per questo non andrebbe preso nel corso di una terapia con anticoagulanti. I medici hanno cominciato ad avvisare i loro pazienti di non assumere aspirina o aglio la settimana prima di un intervento chirurgico  per limitare i rischi di un’emorragia.

Ha un moderato effetto anticolesterolo, abbassa la pressione sanguigna e tende a ridurre il tasso di zuccheri nel sangue. Anni fa ne preparai una tintura alcolica per la nonna ipertesa e diabetica. Basta far macerare 20/30 grammi di spicchi di aglio tritati in 100 ml di alcol a 75° per 10 giorni. Agitare spesso e trascorso questo tempo filtrare e imbottigliare possibilmente in vetro scuro con contagocce. Per contrastare l’ipertensione e l’arteriosclerosi se ne prendono dalle 15 alle 30 gocce 3/4 volte al giorno in poca acqua. Ma queste sono dosi indicative e ognuno di noi ha una costituzione diversa e quindi anche una tollerabilità differente. Conosco persone che con 50 gocce di tintura di valeriana non chiudono ancora occhio e altre che con 15 partono immediatamente per lidi onirici.

E’ anche un buon antisettico delle vie respiratorie, dello stomaco e del tratto intestinale, infatti è impiegato con successo nelle forme diarroiche e nelle parassitosi. L’effetto vasodilatatorio spiega anche perché fa colare il naso; i vasi sanguigni dilatati tendono a perdere acqua, perciò l’aglio può liberare il naso in caso di sinusite, ad esempio. I decongestionanti da farmacia agiscono nel modo opposto: sono vasocostrittori e impediscono di “perdere”, ma alla lunga possono seccare i seni nasali. Insomma, stappa come il peperoncino! Il suo leggendario effetto antibiotico e antibatterico è stato confermato di recente dopo una serie di studi senza esclusione di colpi che affermavano uno il contrario dell’altro. E se fossero veri entrambi? La responsabile del potere antimicrobico dell’aglio sembra essere l’ajoene, una sostanza che deriva sempre dall’allicina e che quindi si trova nell’aglio crudo e tritato. L’ajoene aggiunto ad una crema neutra ha mostrato la stessa azione di una pomata antimicotica attiva su alcune infezioni da funghi, come il piede d’atleta.

Le studiatissime proprietà anticancro dell’aglio sembrano essere strettamente legate alla sua attività antiossidante. Sono tanti ormai gli studi che confermano che le sue molecole solforose sono in grado di impedire agli agenti ossidanti e ai radicali liberi di attaccare le nostre preziose cellule. In questo modo l’aglio limita quelle mutazioni che poi possono generare il cancro. Pare che mangiare aglio riduca i rischi di cancro allo stomaco e colonrettale.

L’aglio è un giglio con un odore infernale e come tutti gli altri gigli appartiene alla famiglia botanica delle Liliaceae che comprende anche cipolla, porro e scalogno. Spezzando una delle loro foglie si attiva una reazione che trasforma una molecola inodore in una serie di sostanze maleodoranti e solforose. Alcune di queste si librano nell’aria e irritano gli occhi. La sostanza inodore si chiama alliina e quando lo spicchio viene tagliato o tritato si trasforma finalmente nella nostra profumata e utile allicina, quella di prima, responsabile delle azioni più importanti dell’aglio.

Morale della favola: per far bene l’aglio deve puzzare!!

Negli integratori che pubblicizzano come “aglio inodore”, i rivestimenti  delle pillole interferiscono con l’alliina presente rischiando di non riuscire ad attuare la conversione in allicina. Quindi riducendo la loro attività e utilità a zero. Anche l’aglio secco pare dia pochi risultati.

Mi dispiace ma il modo migliore è di consumarlo crudo o anche cotto. Visto che per beneficiare delle sue proprietà dobbiamo necessariamente ingerirlo, vi suggerisco alcuni modi per renderlo il più gradevole possibile. Spremuto fresco in un pesto di rucola, olio di oliva, mandorle e parmigiano è la fine del mondo. Darà una nota solforosa anche alla deliziosa salsina di yogurt, prezzemolo, sale e peperoncino, una sorta di “aglio e olio” in crema spalmabile per crostini o verdure. O ancora, in una salsa cruda di pomodoro rosso, olio, pecorino, basilico fresco e una manciata di mandorle, prima di frullare tutto fate scivolare uno spicchio d’aglio insieme agli altri ingredienti. Ottima per condire la pasta. Non si è capito se sia nocivo o meno per i cani, ma in generale lo sconsigliano.

Per concludere, queste le parole di uno Yogi: “L’aglio è un cibo tamasico (inerte) che agita la mente. La sua energia è molto bassa, molto grossolana”.

Provocherebbe cioè una sorta di annebbiamento mentale in aperto conflitto con esigenze di concentrazione e meditazione. Nessuno voleva insinuare che l’aglio elevasse lo spirito, infatti. Anzi, se andiamo a ben vedere la sua energia e le sue capacità curative sono tutte concentrate in basso, o comunque nella metà inferiore del corpo: stomaco e intestino. Rinvigorisce e rinforza e la sua energia viene dal basso, lo zolfo lo testimonia efficacemente. Si dice che una delle virtù magiche dell’aglio sia quella di attrarre la prosperità, ovvero la capacità di mantenersi da soli, in una parola, delle radici ben piantate a terra. Tutte funzioni del primo chakra, che vibra ad un’energia bassissima e indispensabile e il cui obiettivo principale è di avere appunto salde radici a terra.

Infatti è vero che l’energia dell’aglio è bassa e grossolana ma è questo che gli si chiede.

Se volete meditare proprio il giorno in cui la zia ha preparato il pesto genovese conviene andare a pranzo da un’altra parte.

Come il peperoncino, l’aglio crudo è controindicato per gli stomaci delicati. E contemporaneamente è anche consigliato per la sua azione rinforzante e tonificante. Quello che non ti ammazza ti fortifica 🙂

Per quanto mi riguarda l’aglio è praticamente più un farmaco che un alimento e come tale andrebbe trattato. Quindi va bene inserirlo nei pasti in dosi moderate e aumentare quando invece occorre la sua azione medicinale. Ma cosa è una dose moderata? E va bene per tutti?

C’è chi non ne tollera neanche la vista e chi invece manda giù spicchi d’aglio come fossero bonbon in una chocolaterie. Stesso discorso del peperoncino. Se ne sei attratto e non ti disturba lo stomaco, allora fa per te. E la soglia utile e tollerabile diventa strettamente personale. Ovviamente come tutto, basta rispettare il proprio equilibrio.